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San Francesco del Deserto, ottocento anni di storia nel nome di fede e arte

Sabato 21 a Palazzo Franchetti un incontro sull’isola gioiello per cercare di preservarne la bellezza

VENEZIA. Ottocento anni di vita per l’isola di San Francesco del Deserto e tanti dubbi sulla sua tutela e conservazione. Si è esaurita in pochissimi giorni la disponibilità dei posti per partecipare al convegno i a Palazzo Franchetti dedicato alla riscoperta dell’isola, uno dei numerosi gioielli della nostra laguna troppo a lungo trascurati e costretti a reclamare adeguati interventi di manutenzione per evitare l’irreparabile.

L’iniziativa è promossa dalla Provincia Sant’Antonio dei Frati Min ...

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VENEZIA. Ottocento anni di vita per l’isola di San Francesco del Deserto e tanti dubbi sulla sua tutela e conservazione. Si è esaurita in pochissimi giorni la disponibilità dei posti per partecipare al convegno i a Palazzo Franchetti dedicato alla riscoperta dell’isola, uno dei numerosi gioielli della nostra laguna troppo a lungo trascurati e costretti a reclamare adeguati interventi di manutenzione per evitare l’irreparabile.

L’iniziativa è promossa dalla Provincia Sant’Antonio dei Frati Minori in collaborazione con l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Come uno spazio di vita feconda e tenace, strappato alle acque e sospeso tra cielo e terra, San Francesco del Deserto è ancora l’approdo di quanti cercano una pace sempre possibile al cuore dell’uomo.

Nel 2020 ricorrerà l’ottavo centenario dell’arrivo e della permanenza di San Francesco d’Assisi. Vi giunse tornando dagli scenari complessi della quinta crociata nei quali si era fatto, invano, operatore di pace, giungendo ad incontrare il sultano d’Egitto Malek el Kamel.

Da allora – salvo alcuni periodi – i francescani sono presenti al Deserto. Ora è tempo di dare una mano all’Isola del Deserto, bisognosa di interventi che ne mantengano la bellezza. Tutti i dettagli del convegno e il programma sono consultabili dal sito www.istitutoveneto.it.

San Francesco del Deserto ha un’estensione di circa 4 ettari tra Sant’Erasmo e Burano. L’isola venne occupata dai soldati napoleonici nel 1806 che depredarono il monastero e la chiesa dagli ornamenti. Causa la soppressione, la comunità dovette spostarsi nel monastero di San Bonaventura a Venezia.

Successivamente la zona fu adibita a polveriera dagli Austriaci sino a che nel 1858 il terreno venne donato al patriarcato di Venezia che consentì ai frati di rifondarvi il monastero. Appena entrati si giunge al primo chiostro del convento di San Francesco del Deserto che era originario del ’200, fu semidistrutto dalle truppe napoleoniche e ricostruito dai francescani nella seconda metà del XIX secolo. Dopo averne fatto il giro si può vedere il secondo chiostro costruito nel ’400. La sobria chiesa (1401) è costruita secondo lo spoglio spirito francescano.

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