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Minacce a Laura Doria per il parco dei cani

Chioggia. Cartello anonimo invita la donna a rinunciare: «Adesso ho paura per la mia incolumità»

CHIOGGIA. Dopo la raccolta firme contro il parco per i cani, adesso è pure apparso un cartello sulla cancellata del giardino comunale di via Zeno dove, senza tanti giri di parole, si “invita” Laura Doria, colei che sta promuovendo un parco pubblico per cani e per il quale ha presentato una petizione con oltre mille firme, a lasciar perdere, ad occuparsi di altre cose. Ma ad accendere lo scontro sulla questione sono proprio i toni, decisamente bellicosi, usati in questo cartello che non porta alcuna firma.

In pratica si accusa la Doria di cercare gloria e notorietà e la si intima di fare il parco dentro casa sua in modo da poter raccogliere gli escrementi dei cani di persona. Quindi, dopo un elogio a chi l’ha cacciata dalla Lega, si alzano ulteriormente i toni accusando la stessa Doria di istigare i residenti di via Zeno a spargere i bocconcini avvelenati per i cani per tenere puliti i marciapiedi. Accuse pesanti che hanno colpito pesantemente Laura Doria che si è già rivolta alla polizia che, tra l’altro, ha rimosso il cartello incriminato.

«Siamo di fronte», commenta la Doria, «ad un vile atto intimidatorio nei miei confronti, con accuse gravi, illogiche e infondate solo perché chiedo di regolarizzare un parco che è già utilizzato da molti cittadini per portare i loro cani a sgambettare. Si rivanga perfino la mia sofferta vicenda politica compiacendosi di quanto ho dovuto subire dalla Lega Nord, che nulla c’entra con questa iniziativa».

Che la tensione sia ormai alle stelle lo dice anche il fatto che la Doria ha preannunciato che denuncerà l’accaduto, anche per timore della propria incolumità. «Chiedo aiuto», prosegue Laura Doria, «alle persone che hanno avuto modo eventualmente di identificare la persona che ha affisso il cartello alla cancellato del giardino e di segnalarlo alla polizia di Stato. Da parte mia mi sono già recata in commissariato e seguirà sicuramente una denuncia. Io mi sono sempre espressa in prima persona mettendoci la faccia e mi trovo ora a dovermi difendere da chi usa la vergognosa arma dell’anonimato. Certo si può essere contrari alla mia iniziativa ma non utilizzando mezzi del genere che

potrebbero ledere anche le stesse persone che si sono esposte pubblicamente contro il parco per i cani. Nel frattempo chiedo all’Amministrazione di accelerare i tempi, come mi è stato promesso, per la realizzazione del parco in modo da stemperare gli animi».


 

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