Quotidiani locali

Vai alla pagina su Lavoro

Nel sangue 0,1 di alcol. Gruista licenziato

Per la pericolosità della sua professione il livello deve essere zero. Il giudice del lavoro dà ragione all’azienda del Porto

MARGHERA. Licenziato, assunto nuovamente come disposto dal giudice e poi ancora licenziato, con la dichiarazione di legittimità del tribunale, dalla Vecon spa di Porto Marghera, ditta che si occupa di movimentazione e stoccaggio dei container. Tutto per uno 0,1 di tasso alcolemico. Già, perché esistono alcune professioni nelle quali è richiesto un tasso di alcol nel sangue pari a zero. Tra queste anche il gruista. Sia la Vecon spa che l’Autorità Portuale, all’interno della quale la società opera, impongono agli autisti operatori il divieto assoluto di assumere alcolici (e stupefacenti) prima e durante l’orario di servizio. Succede che il 25 marzo 2016 il lavoratore, uno straniero 45enne residente nel Veneziano, viene chiamato via radio al controllo casuale sullo stato alcolemico. Per una mezz’ora, si legge nella sentenza, si erano però perse le sue tracce.

Veniva trovato nascosto dietro a un container. Accompagnato al controllo, era stato registrato un tasso di 0,1 grammi di alcol per litro di sangue. Poco in senso assoluto, ma comunque oltre rispetto alle norme aziendali. Il gruista aveva impugnato il licenziamento in Tribunale. Il consulente tecnico d’ufficio nominato dal giudice aveva concluso come «non fosse possibile stabilire con certezza che il valore di 0,1 fosse da ascrivere a un’assunzione esogena e volontaria di alcol da parte del ricorrente». Sciroppi, spray medicinali e pure i classici cioccolatini con il liquore possono influenzare l’esito degli esami. Ma in sede di visita con il perito, il lavoratore aveva negato di aver assunto medicinali, confermando invece di essere solito bere vino o birra ai pasti. «Tenuto conto che il ricorrente aveva preso servizio un’ora e mezza prima del test, era evidente che lo stesso, prima di prendere servizio, aveva assunto sostanze alcoliche in violazione del divieto assoluto», era stata la conclusione.

Nonostante ciò, la giudice del lavoro Chiara Coppetta Calzavara aveva disposto il reintegro del dipendente. L’uomo era già stato trovato due volte con un tasso alcolemico non uguale a zero. Ma la giudice aveva ritenuto che servissero tre richiami prima di procedere con il licenziamento. La Vecon spa ha impugnato a sua volta il pronunciamento favorevole al lavoratore. La giudice Paola Ferretti, nella sentenza depositata nei giorni scorsi, richiama il codice disciplinare contrattuale che prevede il licenziamento in tronco tra l’altro nel caso di compimento di azioni da cui può derivare pregiudizio per l’incolumità delle persone o per la sicurezza degli impianti. «Ritiene il giudicante, diversamente dalla valutazione del primo giudice, che il fatto contestato rientri appieno nella previsione contrattuale, essendo la condotta tale da creare un pericolo di danno a

persone e attrezzature in quanto la condotta è stata adottata in violazione di specifiche norme a tutela della sicurezza del lavoro». Per questo la giudice, dando ragione alla Vecon spa, ha dichiarato la legittimità del licenziamento, rigettando il ricorso originario proposto dal lavoratore.

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik