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Birra in spiaggia e multa i ragazzi fanno ricorso

Jesolo. I quattro studenti stangati: «Paghiamo per tutti quelli che bevevano» La sanzione totale è stata di 800 euro. Il sindaco: «L’ordinanza va rispettata»

JESOLO. «Non possiamo pagare noi per tutti quelli che bevevano in spiaggia a Pasquetta». Si sono rivolti a un legale i quattro studenti universitari di Padova che sono stati sanzionati, ciascuno con 200 euro di multa, per la violazione dell’ordinanza anti alcol. Ordinanza che vieta il consumo di alcolici lungo strade e piazze o in spiaggia, proprio per combattere il fenomeno della Pasquetta alcolica che ha oltraggiato la città alcuni anni fa. E anche niente vetro al di fuori dei pubblici es ...

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JESOLO. «Non possiamo pagare noi per tutti quelli che bevevano in spiaggia a Pasquetta». Si sono rivolti a un legale i quattro studenti universitari di Padova che sono stati sanzionati, ciascuno con 200 euro di multa, per la violazione dell’ordinanza anti alcol. Ordinanza che vieta il consumo di alcolici lungo strade e piazze o in spiaggia, proprio per combattere il fenomeno della Pasquetta alcolica che ha oltraggiato la città alcuni anni fa. E anche niente vetro al di fuori dei pubblici esercizi. I quattro ventenni, tutti studenti a Padova, facevano parte di una compagnia di una decina di giovani, alcuni nel progetto europeo Erasmus.

Sono stati sorpresi con una birra in mano e sanzionati dalla polizia locale lunedì pomeriggio in piazza Mazzini, sulla spiaggia. Hanno protestato vanamente e adesso hanno lanciato un appello affinché un legale li aiuti a presentare ricorso contro la sanzione. Li ha già presi sotto la sua ala l’avvocato Luca Pavanetto che è anche avvocato dell’Adusbef, associazione che tutela i consumatori.

«Ogni ordinanza è sottoposta a una censura di legittimità», è il parere del legale, «a prescindere dal condivisibile scopo e dalla sua natura di protezione della comunità e dei giovani dagli eccessi alcolici. Ma è chiaro che potrebbero esserci dei vizi, nella forma, nelle modalità con cui la gente è stata informata che potrebbero essere state carenti».

I quattro ragazzi, che con altri tre sono stati sanzionati lunedì, ritengono che proprio la comunicazione fosse carente, aspetto che anche alcuni giovani jesolani hanno evidenziato diffondendo autonomamente l’ordinanza sulla spiaggia attraverso delle copie, in assenza di grandi cartelloni o comunicazioni ben visibili a tutti gli ospiti.

«Noi non potevamo sapere», spiegano i quattro sanzionati, «e di certo non ci mettiamo a osservare i siti del Comune prima di trascorrere una giornata al mare. Siamo stati sanzionati noi quattro, ma in spiaggia bevevano tutti, anche rum o whisky. Per noi studenti 200 euro è una sanzione pesante e che non riteniamo giusta. O tutti o nessuno. Per questo adesso abbiamo chiesto aiuto a un legale che ci assisterà, perché vogliamo andare avanti a dimostrare che con queste modalità l’ordinanza è illegittima».

Il sindaco Valerio Zoggia, non è d’accordo con questa lettura. «L’ordinanza è stata firmata, pubblicata, e come tutte le ordinanze è in Comune e non necessariamente deve essere gridata ai quattro venti. La polizia locale ha ritenuto di dover intervenire nel caso di quei quattro giovani, caso che non conosco nello specifico, ma che evidentemente richiedeva una sanzione in base all’ordinanza».

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