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«Il bimbo era bloccato, manovre sbagliate»

Le testimonianze dal processo al falso medico Andrea Stampini accusato di aver rovinato un bambini in sala parto per incompetenza. Non ha mai avuto una laurea o una specializzazione

DOLO. Nuova udienza al Tribunale di Venezia del processo ad Andrea Stampini, il finto ginecologo con in tasca solo il diploma da geometra, che ha lavorato per 30 anni negli ospedali del Nordest, fino a diventare primario. Dopo la pensione, il lavoro in appoggio all’ospedale di Dolo, dove il 26 dicembre 2014 è avvenuto l’irreparabile: un parto infinito, che ha trasformato in tragedia un giorno felice. È nato un bimbo che oggi non parla, non cammina, non interagisce, per gravissimi danni neurologici. Poteva andare diversamente?

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Il pm Giorgio Gava accusa Stampini di lesioni gravissime ed esercizio abusivo della professione.

Ieri a raccontare quella terribile notte è stato il ginecologo e ostetrico Carlo Michele Cacco, teste nel processo: «Avevo fatto il turno 8-20, come si usava allora, tornando a casa per la reperibilità. Quando ho passato la paziente al dottor Stampini, il travaglio era regolare. Alle 23 Stampini mi ha chiamato dicendomi di presentarmi immediatamente in sala parto. Sono arrivato in 7 minuti. Ho subito capito che si trattava di un’emergenza vera: il bimbo aveva la testa per metà fuori, ma le spalle bloccate e non si disimpegnava. Ho fatto una seconda episiotomia (una incisione) per avere spazio per entrare con la mano ed ho eseguito la manovra di Jacquemier, per liberare la spalla. Il bambino è nato in 2 minuti. Ma dava segni di scarsa vitalità, era cianotico».

Rispondendo alle domande del pm, il medico ha anche aggiunto che due manovre sono assolutamente da evitare in questi casi: usare la ventosa e premere sulla pancia della madre per “agevolare” la spinta. Manovre che secondo l’accusa avrebbe invece entrambe effettuato Stampini, prima di chiedere l’aiuto del collega. Per la difesa, sarebbero state fatte prima di riscontrare la distocia della spalla.

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Sono stati sentiti come testi anche due infermiere e l’anestesista, che hanno confermato la concitazione di quella sera, risolta - purtroppo ormai tardi - solo dall’intervento del dottor Cacco. Nuova udienza l’11 luglio. (r.d.r.)
 

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