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Cade nel tombino scoperchiato dall’acqua alta

L’incidente in campiello Orsetti domenica sera, dove c’è un cantiere stradale. Illeso il giovane

Poteva andare molto peggio a un ragazzo che domenica sera, quando verso le 22, l’acqua alta “viaggiava” verso i 120 centimetri di altezza, è letteralmente sprofondato con una gamba dentro un tombino scoperto legato alla posa dei nuovi cavi nel sottosuolo dell’Enel e della fibra ottica stanno producendo più un disagio in centro storico. 
La cadutà è avvenuta nei pressi di Campiello Orsetti, a Santa Croce 1252, lungo Lista Vecchia dei Bari, nei pressi di Riva di Biasio. 
 
«Poteva rompersi una gamba» spiega la signora Maria Scià, che abita nelle vicinanze e ha assistito l’altra seraall’episodio «ma per fortuna è solo caduto ed è riuscito a rialzarsi, senza riportare danni. Quel tombino è ricoperto da mesi solo da un “coperchio” di legno, nepure fissato. Gli operai che avevano compiuto l’intervento legato alla posa della fibra ottica, avevano detto che sarebbero preso venuti a “chiudere” il tombino con dei masegni, ma sono passati ormai mesi e non si sono più visti».
 
Così, con l’acqua alta molto sostenuta dell’altra notte, ripetutasi anche ieri sera, il coperchio di legno ha cominciato a “galleggiare” e se n’è andato per conto suo, lasciando così il tombino scoperto e invisibile per chi passava a piedi. 
 
«Con l’acqua alta dell’altra sera era impossibile vederlo mentre si camminava» spiega ancora la signora Scià « e così quel ragazzo ci è caduto dentro. Una situazione di reale pericolo, perché ci sono altri tombini ricoperti sommariamente da un coperchio di legno in vari punti della città e prima o poi qualcuno è destinato a farsi male, se si lasciano in queste condizioni». 
 
Il mattino successivo la signora ha “recuperato” il coperchio, un po’ deformato dall’acqua e lo ha ricollocato al suo posto, fino al prossimo “giretto”, complice l’acqua alta.
Secondo quanto già dichiarato dal Comune, dopo gli interventi “provvisori per la posa della fibra ottica, i masegni originari dovrebbero essere ricollocati al loro posto.
 
Ma al di là della manomissione della pavimentazione storica di Venezia, in diversi casi, come appunto quello in Campiello Orsetti, gli operai che intervengono non si curano neppure di ricreare la pavimentazione provvisoria, fatta in pietra e cemento. 
 
Lasciando, appunto, semplici coperture in legno che espongono i passanti al rischio di farsi seriamente male.
«È una situazione che dovrebbe
preoccupare tutti» commenta ancora la signora Scià «spero davvero che chi si trova a Venezia in condizioni analoghe alla nostra per la presenze di tombini “provvisori” per la posa della fibra ottica si faccia sentire, prima che davvero qualcuno riporti dei danni seri». (e.t.)

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