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Venditori abusivi di mimose agli incroci delle strade

Mestre. Nonostante l'appello degli ambientalisti, le mimose provenienti dai cespugli "spogliati" sono state messe in vendita. I carabinieri hanno multato tre bengalesi (due irregolari nel territorio), ciascuno per oltre 5 mila euro

MESTRE. Nonostante l'appello dell'ambientalista Michele Boato a non acquistare "mimose" dagli abusivi, giovedì mattina, Festa della Donna, per le strade della città  andavano su e giù molti venditori "fai-da-te" la maggior parte dei quali stranieri, che chiedevano a chi si fermava in auto ai semafori, di acquistrare le mimose a basso prezzo.

Mimose in "svendita"

Il timore è che i rametti venduti agli incroci provengano dalle piante "spogliate" nei giorni scorsi in città. "Nel giardino di casa dei miei genitori", racconta una ragazza, " che si trova in Riviera Marco Polo, "hanno fatto piazza pulita dell'albero di mimose".

Carabinieri contro il commercio abusivo

I carabinieri non sono stati con le mani in mano. Hanno messo in atto una specifica attività di controllo sul commercio abusivo e sulla vendita di mimose per strada, settore nel quale i fioristi sono una delle categorie più esposte alla concorrenza sleale dei venditori abusivi che in occasione di ricorrenze particolari  intensificano la loro azione illegale ai semafori e in altri luoghi pubblici.

Tre bengalesi multati

Nel corso delle verifiche sono state elevate numerose sanzioni amministrative e anche penali in particolare a carico di tre venditori originari del Bangladesh. I primi due fermati e controllati, cercavano di vendere agli automobilisti in transito i classici rametti a prezzo stracciato, proprio in forza della mancanza di reali costi all’origine in quanto spesso strappati dalle piante che abbelliscono giardini pubblici e privati delle città.

Mimose sequestrate
Mimose sequestrate

Mazzi sequestrati

Diverse decine di mazzi sono stati sequestrati anche a carico di alcuni stranieri che alla vista dei militari in uniforme si sono dileguati attraversando pericolosamente le strade trafficate abbandonando la merce. Per tre bengalesi è scattata la sanzione amministrativa di oltre 5.000 euro ognuno in forza dell’ordinanza comunale che vieta il commercio abusivo ambulante.

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