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Truffa alle Poste, sette condanne

Portogruaro. Avevano aperto 102 conti negli uffici di 6 regioni ottenendo prestiti per 422 mila euro

PORTOGRUARO. Truffa da 422 mila euro alle Poste, i giudici del tribunale collegiale assolvono uno dei principali imputati e riducono le richieste di condanna formulate dalla pubblico ministero Laura Cameli, comminando in tutto 12 anni e 4 mesi di reclusione a sette imputati contro i 15 anni e mezzo chiesti dalla pubblica accusa. Per Gianni Fagotto, 64 anni, dipendente dell’Agenzia delle Entrate di Portogruaro, la sostituto procuratore aveva chiesto 2 anni, sostenendo che avesse agevolato i truffatori poiché avrebbe fornito loro un gran numero di codici fiscali senza la documentazione prevista per poter così aprire i conti, staccare assegni e chiedere prestiti. Il collegio - presidente Sara Natto, a latere Claudia Gualtieri ed Enrico Ciampaglia - ha invece assolto l’imputato perché il fatto non sussiste. Dalla data del rinvio a giudizio, Fagotto è stato messo dall’Agenzia delle Entrate in sospensione cautelare e attualmente è pendente il procedimento in appello alla Corte dei Conti per i danni.

La pena maggiore è stata quella comminata a Luca Pastrello, 44 anni di Musile: 2 anni e 8 mesi per associazione per delinquere, truffa, falso e ricettazione. Due anni e 6 mesi per Tobia De Antoni 39 anni di Fossalta di Portogruaro per associazione per delinquere, truffa, falso. Secondo l’accusa, Pastrello sarebbe riuscito a farsi erogare 38 prestiti per 192 mila euro, mentre De Antoni 33 prestiti per 174mila euro. Per le stesse accuse, 1 anno e 2 mesi a Tiberio De Antoni, 63 anni, anch’egli di Fossalta di Portogruaro. E ancora 1 anno e 6 mesi per Filippo Carrieri, 49 anni di Taranto; 1 anno e 7 mesi per Nicola Dimauro, 53 anni di Santeramo in Colle (Bari) e Mauro Carbotti, 52 anni di Grottaglie (Taranto); 1 anno e 4 mesi per Pierino Rossit, 47 anni di Portogruaro, per il quale la pubblico ministero aveva invece chiesto l’assoluzione.

Quanto alle assoluzioni sancite dal tribunale collegiale, invece, sono usciti puliti dal procedimento penale Fabiola De Antoni, 34 anni di Fossalta di Portogruaro (dopo che la rappresentante della pubblica accusa aveva chiesto 1 anno e 6 mesi) e Arcadio Zoccolan, 52 anni di Portogruaro, entrambi con la formula “per non aver commesso i fatti”. Per i giudici, Di Mauro, Carbotti e Rossit non parteciparono all’associazione per delinquere. Parte dei reati sono stati cancellati dalla prescrizione.

Stando alle accuse, Pastrello e Tobia De Antoni, con la complicità di Fagotto (che è stato assolto), erano riusciti a ottenere decine e decine codici fiscali intestati a persone inesistenti e con quelli, aggiungendo altra documentazione fasulla, erano riusciti ad aprire 102 conti in altrettanti uffici postali di Veneto, Friuli, Lombardia, Emilia, Puglia e Basilicata. In 81 casi erano riusciti ad avere prestiti da 4mila a 10 mila euro e avevano emesso assegni.

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