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«Non abbiamo avallato alcuna rotatoria»

Dolo. L’assessore Bellomo chiarisce che la giunta ha chiesto alla Regione di avviare l’analisi sul piano

DOLO. «Abbiamo evidenziato alla Regione che la loro delibera di giunta partiva da un assunto sbagliato. La delibera di giunta comunale 197/2017 non dà alcun assenso all’accordo di programma, ma chiede solo alla Regione di iniziare un’analisi sulla proposta».

A dirlo è stato Matteo Bellomo, assessore all’urbanistica di Dolo, durante il consiglio comunale dell’altra sera in risposta a un’interrogazione di Valentina Peruzzo (Movimento 5 Stelle). Il tema è la proposta di accordo di programma presentata da un gruppo privato per la costruzione di una rotatoria sulla Brentana e per la modifica della destinazione d’uso di parte di un piano norma che potrebbe portare all’apertura di un supermercato. Valentina Peruzzo aveva chiesto chiarimenti sulla delibera di giunta comunale 197/2017 e di visionare il verbale dell’incontro tecnico convocato a settembre dalla Regione.

«La Regione ha recepito e compreso il senso della delibera di giunta comunale», ha detto Bellomo, « e ci hanno assicurato che stanno attuando le procedure del caso». Bellomo ha poi parlato della rotatoria già prevista nell’area dall’accordo di programma del 2008 siglato tra Regione, Veneto Strade e Comune di Dolo.

«L’assessore De Berti», ha precisato l’assessore dolese, « ci ha confermato che la rotatoria sarà inserita all’interno del piano triennale regionale. Noi abbiamo confermato la disponibilità a partecipare al cofinanziamento dell’opera e chiesto che la rotatoria possa avere un raggio più piccolo per un risparmio di territorio e di costi. Avevamo chiesto un approfondimento alla Regione perché crediamo che un progetto vecchio di 10 anni possa aver bisogno di revisione». Sul tema c’è stata la presa di posizione del vicesindaco Gianluigi Naletto, che ha risposto alle accuse di essere, con il sindaco Polo, il principale responsabile politico dell’accordo di programma lanciato dalla consigliera d’opposizione Carlotta Vazzoler».

«Un atto dovuto, perché previsto dalla legge, “strumentalmente” fatto passare come atto politico. Non sono tollerabili affermazioni diffamatorie come quelle dichiarate da Vazzoler, imputandomi di essere il “mandante politico” dell’approvazione, mai avvenuta, di un accordo urbanistico presentato da un soggetto privato. Si tratta di un’offesa alla reputazione della mia persona, in merito alla quale, diffido la consigliera a ritirare quanto affermato e ancora e visibile, riservandomi ogni altra possibile iniziativa legale».

Giacomo Piran