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Lazzaretto, «interdetto» il pontile

Proteste per la clamorosa ordinanza del Provveditorato che chiude gli accessi all’isola

VENEZIA. Divieto di sbarco nell’isola. Con una decisione d’altri tempi, il Provveditorato alle Opere pubbliche ha messo i sigilli al pontile del Lazzaretto Nuovo. Due addetti della «Polizia lagunare» hanno attaccato con lo scotch sulle bricole cartelli scritti a macchina. «Pontile interdetto, divieto di sbarco». Che significa? Che secondo i burocrati del Provveditorato (ufficio dello Stato) le attività dell’isola – comprese quelle della Soprintendenza, altro ufficio dello Stato e dei volontari di Archeoclub – sono sospese. «Ci hanno spiegato che adesso l’isola è passata di proprietà al Comune», dice desolato il presidente di Archeoclub Girolamo Fazzini, «dunque le concessioni sono scadute».

Vicenda che ha dell’incredibile. Perché forse chi ha formato l’ordine di «interdizione» non sa che i volontari lavorano nell’isola da almeno trent’anni. Che al Lazzaretto Nuovo, grazie all’attività di Archeoclub, Soprintendenza, volontari e Università, sono stati ritrovati reperti importanti, organizzate visite guidate.

Non solo volontariato, perché il protocollo d’intesa tra la Soprintendenza archeologica e Archeoclub risale al 2001. E prescrive, senza mezzi termini, di agevolare in ogni modo l’opera dei volontari. Da allora, il Lazzaretto è diventato uno dei più importanti depositi archeologici della regione. Actv ha anche concesso la fermata a richiesta della linea che collega Fondamente Nuove con Sant’Erasmo. Insomma, un’isola sottratta all’abbandono e fatta rivivere. Adesso secondo il Provveditorato dovrebbe essere irraggiungibile. Protestano i volontari, con l’avvocato Andrea Grigoletto. Lettere di protesta stanno arrivando a palazzo dei Dieci Savi, sede dell’organo del ministero delle Infrastrutture. Anche perché, ricordano i volontari, «Archeoclub è disposta ad assumersi gli oneri della gestione dell’isola». Come del resto fa da molti anni, pagando le bollette , facendo manutenzione e taglio dell’erba. Per tutto ringraziamento adesso lo Stato chiude il pontile. Unico modo per arrivare in quello che fu il Lazzaretto della Repubblica. Ricovero dei sospetti di peste e delle mercanzie provenienti dall’Oriente. Luogo dove è stato costruito il più grande Tezon della laguna, con i graffiti e anni

di studi. Tutto cancellato con una ordinanza . «Chiediamo al sindaco di intervenire», dicono i volontari. Preoccupati anche per le condizioni dei cani, due pastori tedeschi che adesso sono rimasti da soli e senza cibo. La protesta è solo all’inizio.

Alberto Vitucci

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