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«Salta» l’hotel delle Poste a Palazzo Querini Dubois

La Variante del Comune che blocca i cambi di destinazione d’uso alberghieri impedisce la trasformazione, nonostante il patto che c’era già con Ca’ Farsetti

VENEZIA. «Salta» (almeno per ora) il nuovo albergo di lusso con affaccio sul Canal Grande che Europa Gestioni Immobiliari (Egi) spa, la società di Poste Italiane che si occupa appunto della valorizzazione degli immobili di proprietà del Gruppo, voleva aprire a Palazzo Querini Dubois, in Campo San Polo, dopo averlo tenuto «vuoto» per circa cinque anni. E la «colpa» è della nuova Variante al Prg della città antica approvato dal Comune per bloccare i nuovi cambi di destinazioni d’uso alberghieri. Bocciata infatti l’osservazione della società alla Variante, che chiedeva di inserire anche il progetto del palazzo che è stato per molti anni sede della Biennale, tra quelli che non rientrano nel blocco e non devono dunque passare in consiglio comunale per chiedere una possibile deroga all’apertura, come prevede la delibera approvata dal Comune.

La notizia è emersa ieri in Commissione consiliare a Ca’ Farsetti, dedicata proprio all’esame delle osservazioni alla Variante al Prg pervenute a Ca’ Farsetti, con l’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin.

Le Poste vogliono mantenere la proprietà di Palazzo Querini Dubois, ma affidarlo a un operatore alberghiero che si occuperà di trasformarlo in hotel e poi lo gestirà in affitto. Una destinazione d’uso alberghiera che doveva essere concessa a Palazzo Querini Dubois dal Comune in cambio della rinuncia al milione di euro circa pattuito (sui 5,3 milioni reclamati) per affitti non versati dalla Biennale, ospitata per dieci anni nel palazzo adiacente a Campo San Polo, a spese di Ca’ Farsetti. È stato questo, infatti, il singolare accordo stragiudiziale che il Comune aveva sottoscritto con la società immobiliare di Poste italiane, per scongiurare una causa milionaria già avviata in Tribunale contro la Biennale, che sarebbe stata quasi certamente persa.

Le Poste avevano accettato di “monetizzare” il debito con la valorizzazione patrimoniale di Palazzo Querini Dubois, con il cambio di destinazione d’uso a turistico-ricettivo dell’edificio. Che non si era però ancora perfezionato. E nel frattempo è arrivato appunto il blocco dei cambi di destinazione d’uso a fini alberghieri che ora blocca la trasformazione a hotel di Querini Dubois nonostante l’accordo raggiunto. Un bel pasticcio, visto che l’amministrazione si è comunque impegnata a riconoscere un milione di euro alle Poste, che proveranno ora a chiedere la deroga al Consiglio comunale. Palazzo Querini Dubois è composto di cinque piani e tre ammezzati, con una superficie complessiva di 3.900 metri quadri, oltre a una corte esterna di 220 metri Un grande edificio tardorinascimentale, con due piani nobili e affreschi ottocenteschi, che si affaccia da un lato sul Canal Grande e dall’altro sulle adiacenze di Campo San Polo.

Tornando alla Variante sul blocco dei cambi di destinazione d’uso, il Comune ha bocciato praticamente tutte le Osservazioni presentare, compresa quella dell’associazioni Bed & Breakfast che chiedeva di escludere questo tipo di tipologia ricettiva, legata in parte anche alla residenza, dalla tagliola sulle nuove aperture. Invece la Giunta ha ribadito che sarà possibile aprire nuovi B&b in città solo se si riuscirà a ottenere la deroga dal Consiglio comunale. Vietato anche trasformare un bed & breakfast o un affittacamare in un albergo. Tra i cambiamenti rispetto alla delibera approvata in consiglio comunale sulla Variante l’esclusione dalla «monetizzazione» nei confronti del Comune degli standard dei parcheggi, impossibili

in Centro storico, per le piccole e medie strutture di vendita, fino a 2.500 metri quadrati, che rientravano nel provvedimento. Una misura presa - ha spiegato l’assessore De Martin - per non penalizzare questi tipo di strutture commerciali.

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