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MOGLIANO. LA SINDACA ARENA DICE STOP 

«Non vogliamo un centro commerciale nell’area ex Nigi»

MOGLIANO. Un nuovo centro commerciale nell’area ex Nigi? Il sindaco Carola Arena risponde picche: «Basta, non servono, ce ne sono troppi, noi puntiamo al rilancio dei centri storici».La presa di...

MOGLIANO. Un nuovo centro commerciale nell’area ex Nigi? Il sindaco Carola Arena risponde picche: «Basta, non servono, ce ne sono troppi, noi puntiamo al rilancio dei centri storici».

La presa di posizione del primo cittadino moglianese, scritta nero su bianco nel nuovo Pat, si pone in netto contrasto con le ultime tendenze del mercato e gela le speranze del gruppo Visotto. Mentre in città divampava il dibattito “Cadoro sì, cadoro no” attorno al futuro dell’area ex Macevi, nel 2016 un’altra area strategica e di grandi dimensioni passava di mano. Gli immobili dell’ex maglificio Nigi e della vecchia sede Datalogic, lungo il Terraglio, a ridosso della Tangenziale nord, a 5 minuti dall’ingresso autostradale, dal 2003 erano di proprietà della Mistral, per un valore stimato inizialmente in 5,2 milioni. L’operazione era finanziata dalla banca Unicredit, ma non è mai andata in porto. I terreni sono finiti all’asta: la società “Sisaveneta”, che fa riferimento ai fratelli Antonio, Francesco e Sergio Visotto, se li è portati a casa, due anni fa, per 1,2 milioni di euro. Ma se il gruppo dell’opitergino mottense sperava di piazzare un proprio punto vendita a Mogliano rischia di rimanere a bocca asciutta.

Il Pat adottato dalla precedente giunta, nel 2014, prevedeva nell’area una grande struttura di vendita, una piattaforma commerciale. Quello nuovo, ri-adottato poche settimane fa, stronca nettamente tale ipotesi. La finestra per presentare i progetti si è chiusa.

«Non ne sapevo nulla», commenta il sindaco in merito ai nuovi proprietari dell’area ex Nigi, «non li ho mai incontrati». Ignorando la presenza di questi nuovi interessi privati, il centrosinistra è andato dritto per la sua strada: «Sulla funzione strategica dell’ex Nigi abbiamo ragionato al contrario», spiega Arena, «abbiamo deciso cosa non doveva essere. A pochi chilometri abbiamo il Valecenter di Marcon e l’Auchan di Mestre, i cui effetti hanno certamente messo in ginocchio molti commercianti del nostro centro storico. Ormai è un fatto storico: noi vogliamo invertire

questa tendenza, dobbiamo interrogarci sulla vocazione dei nostri centri e delle nostre piazze incentivando la creazione di centri commerciali diffusi». Dal punto di vista politico, Carola Arena, confrontata con i sindaci vicini, sembra una mosca bianca. (m.ma.)



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