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«Mio marito ucciso dalla mucca pazza»

Borbiago. La moglie di Diego Causin rivela la causa della morte a 40 anni: diagnosi di Creutzfeldt-Jakob in ospedale a Verona

BORBIAGO. «Mio marito è morto a causa della malattia di Creutzfeldt-Jakob. La terribile diagnosi è stata fatta con precisione a dicembre all’ospedale Borgo Trento di Verona. Ora si stanno facendo delle analisi per capire se si tratta di una variante sporadica o umana cioè da contaminazione». A dirlo è Isabella Trento, la vedova di Diego Causin, il papà di 40 anni, padre di due bimbe, morto lo scorso giovedì all’hospice “Casa Nazareth” di Zelarino a Mestre. La malattia di Creutzfeldt-Jakob è tristemente conosciuta, in una sua variante, da qualche anno come il morbo della “mucca pazza” o encefalopatia spongiforme bovina.



La moglie ripercorre gli ultimi mesi dal marito, dall’insorgere della malattia alla morte. Diego lavorava come riparatore di impianti scientifici e da laboratorio e si muoveva con l’auto aziendale in tutto il veneziano e anche fuori provincia. Originario di Zelarino, l’uomo si era trasferito a Borbiago da qualche anno con la famiglia nel quartiere Aurora. «I primi sintomi tipici della malattia», spiega la moglie Isabella Trento, «si sono verificati lo scorso settembre. È stato ricoverato per qualche settimana all’interno delle strutture dell’Usl 3 Serenissima. La situazione dal punto di vista neurologico peggiorava di giorno in giorno. Ho deciso però a quel punto di far fare delle analisi a Verona all’istituto Borgo Trento. A dicembre è stata data la terribile diagnosi: Creutzfeldt –Jakob, una malattia per la quale purtroppo non esiste cura. Mio marito poi è tornato a casa per qualche settimana. Gli ultimi tempi li ha passato a Casa Nazareth, e vorrei ringraziare il personale per l’affetto e l’umanità avute nei confronti di Diego».

Gli esami per capire se si tratta di una variante sporadica o umana della malattia di Creutzfeldt-Jakob, fatti a Verona daranno il loro esito entro due mesi. Intanto ieri mattina a Borbiago centinaia di persone hanno partecipato ai funerali del 40enne nel santuario di Borbiago. Diego era persona attiva e piena di idee aveva partecipato alla costituzione di un gruppo di controllo di vicinato. Amava la montagna dove particava il trekking. Inoltre Diego Causin faceva parte del gruppo radioamatori della Riviera del Brenta e di Mira.

«È con grande tristezza», ha detto ieri il parroco don Gino Cicutto, «che siamo qui a dare l’ultimo saluto a Diego. Una persona che non si perdeva mai d’animo. Ricordo il suo matrimonio in chiesa con Isabella e la bella famiglia che ha costruito con la nascita di due bambine. Per capire Diego e la sua ingegnosità bisognava vedere il suo garage sempre pieno di utensili al servizio di una persona con grande manualità e curiosità». Era stato un membro della Polizia e delle forze dell’ordine e ieri tanti suoi ex colleghi erano presenti all’ultimo saluto. Diego Causin lascia la moglie Isabella, le figlie piccole Astrid ed Anna, la mamma Gabriella, la sorella Susy, la zia Maria, i suoceri Giorgio e Margherita, e i cognati Alberto ed Elena.

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