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Lezioni contro la violenza di genere

Ottocento ragazzi e ragazze dei licei Benedetti, Tommaseo e Marco Polo a confronto

Combattere la violenza di genere significa, innanzitutto, saperla riconoscere. Anche tra i banchi di scuola. Perché basta una parola sbagliata, un atteggiamento ripetuto a ferire una persona. E allora capirsi, confrontarsi, trovare il coraggio di dire dei no e riconoscere gli errori può aiutare a prevenire episodi gravi. Così 780 ragazzi e ragazze dei licei Benedetti-Tommaseo e Marco Polo, 30 classi in totale, si sono ritrovati ieri mattina al teatro Goldoni per lo spettacolo teatrale “Cambiamo camicia”, ideato dell’associazione culturale “heArtinmind”, accompagnato da un dibattito con Roberto Della Rocca (Capo di Gabinetto della Questura di Venezia), Cinzia Ricciardi (dirigente della Polizia Stradale del Veneto), Laura Sartori (cooperativa La Esse). All’uscita, ci si confronta tra compagni di classe. «Mi chiedo perché, quasi sempre, gli uomini debbano commentare in modo assillante quello che facciamo noi ragazze», si chiede Marta di quarta F. Il più delle volte, riconosce la sua compagna di classe Costanza, si tratta di scherzi. Magari, sulle prime, divertenti.

Il problema è quando si supera il segno: «Sì, capita che gli scherzi diventino di pessimo gusto» continua Costanza «e lascino il segno». Perché se è vero, come dice la psicologa Sartori, che «la violenza di genere è un circolo da cui è difficile uscire», il primo passo è parlarne. «Quando ci restiamo male» affermano Marta, Costanza e Giulia «parliamo tra amiche». E i compagni di classe cosa ne pensano? «In effetti, può capitare che, senza volerlo, una battuta sia mal interpretata» confida Filippo, quarta liceo, sezione D al Benedetti, «l’importante però è chiarirsi e chiedere scusa». Alcune curiosità, poi, i ragazzi le hanno rivolte agli ospiti durante il dibattito: cosa prevede il codice penale? Come capire quando una persona ha un’influenza negativa e, in caso, come reagire? Un confronto durato più di un’ora, perché, come sostengono la professoressa Tatiana

Cibien, organizzatrice dell’evento insieme a Serena Janicelli, «la differenza di genere è uno di quei temi che tocca i ragazzi e le ragazze nel quotidiano e il benessere degli studenti e la loro educazione civica devono essere gli obiettivi di una scuola». (e.p.)



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