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Raccolta fondi solidale per la disabile licenziata

La donna era stata allontanata dall’Ente Mariutto dopo due incidenti sul lavoro «Ora non riceve ancora la pensione e non riesce a pagare affitto e bollette»

MIRANO. Licenziata dal Mariutto perché invalida. Parte la raccolta fondi. Ad attivarsi è il Presidio Padernello Treviso, che fa attivismo civico e l’associazione Dalla Parte delle Donne. I referenti per la raccolta fondi sono: Annalisa Zangrando e Gaetano Ferrieri del comitato Campocroce Sicura e Manola Sambo, coordinatrice nazionale che cura i rapporti con l’Osservatorio a sostegno delle vittime. «C’è bisogno dell’aiuto di tutti», spiega Zangrando, «urge una raccolta fondi solidale».

Il caso riguarda una ex dipendente dell’istituto di assistenza e beneficenza Luigi Mariutto, licenziata l’1 febbraio dell’anno scorso perché invalida e quindi inabile a qualsiasi tipo di servizio. Una storia dolorosa, come ha raccontato lei stessa, M. G., di Salzano, 57 anni, che al Mariutto lavorava da dieci anni. Poi nel 2007 un infortunio al lavoro, l’aveva costretta a camminare con le stampelle, ad avere una serie di problemi di deambulazione e quindi, non essendo più in grado di assistere gli anziani, era stata messa in portineria.

Nel 2009 un altro infortunio. Ma cinque anni fa la portineria chiuse, e lei venne dichiarata inidonea e spedita nel reparto dove si assistono i malati di Alzheimer. Così il primo febbraio dell’anno scorso l’operatrice viene licenziata, nonostante si fosse rivolta ai sindacati.

La donna le tenta tutte, fa ricorso, ma lo perde. E ora si prepara a farne un altro. E lancia un appello. «Che il presidente del Mariutto mi ricollochi in un altro ente», chiede.

«Nel nome della legge Fornero», dice Zangrando, «il Mariutto licenzia una sua dipendente disabile, infortunatasi proprio durante il lavoro nello stesso ente. Chiediamo e lanciamo una campagna di solidarietà sociale per aiutare questa signora, dato che non ha più un sostegno economico per vivere. Chiediamoun intervento del Comune di Mirano dato che controlla il Mariutto, affinché venga riassunta o le si trovi un nuovo lavoro adatto. Questa donna fino a che non le verrà restituita la sua vita lavorativa e la sua dignità, non potrà più pagare affitto e bollette». Infatti la donna a oggi non percepisce nemmeno la pensione di invalidità.

La sindaca Maria Rosa Pavanello replica: «Sugli atti di gestione del Mariutto sindaco e giunta non hanno potere d’intervento, né li possono conoscere. La

situazione è conosciuta e non è semplice. Le persone che hanno bisogno d’aiuto dal Comune vengono seguite con le dovute privacy e delicatezza. Con lo sportello lavoro di prossima apertura, vedremo come sarà possibile dare il nostro massimo sostegno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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