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Ingiunzioni di pagamento alla Ecodreaming

I dipendenti chiedono gli arretrati. Alla Safilo aggiunto un altro giorno di blocco produttivo

FOSSÒ. Ingiunzioni di pagamento alla Ecodreaming di Fossò per ottenere gli stipendi non pagati di 4-5 mesi. Ad annunciarlo è Giuseppe Minto referente della Fiom Cgil nell’area della Riviera e Miranese. Per Ecodreaming infatti è rimasto poco da fare e le carte sono passate in queste settimane agli avvocati Ecodreaming è un’azienda specializzata nella raccolta e trattamento dei Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e versa in gravissime difficoltà.

Dal socio di maggioranza Fabio Cavinato, che detiene l’85% delle quote, non è mai arrivata risposta, se non 15 giorni fa la messa in liquidazione. A gennaio il Ministero ha ratificato la richiesta di cassaintegrazione straordinaria formalizzata a ottobre e che durerà un anno. «Abbiamo deciso di procedere per vie legali facendoci dare i mandati dagli operai», spiega Minto, «visto che da parte della proprietà non era arrivato alcun segnale di disponibilità ad accettare le richieste legittime dei lavoratori. Ora bisognerà capire se c’è ancora qualche speranza che si faccia vivo qualche nuovo compratore o se invece si corre dritti verso il fallimento dell’azienda». La situazione resta complicatissima.

Non mancano problemi alla Safilo di Santa Maria di Sala dove anche ieri si è tenuta una giornata di blocco produttivo dell’azienda. Ieri i sindacati hanno incontrato la direzione ed è arrivata un’altra brutta notizia: saranno aggiunte a quelle programmate altre 2 giornate di blocco produttivo, da confermare con un preavviso di almeno 3 settimane, il 26, 27, 28, 30 aprile, l’11 e i1 18 maggio e infine l’1 e 15 giugno.

Le parti hanno ipotizzato il ricorso alla cassa integrazione ordinaria per garantire la copertura retributiva alle persone che hanno esaurito le ferie. La direzione ha chiesto persone da spostare temporaneamente al magazzino di Padova. L’obiettivo è arrivare a 60- 70 persone. Ne sono state trovate 43, se non se ne troveranno altre, non si escludono ulteriori fermate collettive. Fra le richieste fatte dal sindacato c’è quella di mantenere il grosso della produzione in Italia.

«Si è trattato», spiegano i sindacati e le Rsu, «di un

incontro interlocutorio in cui abbiamo messo sul tavolo le nostre preoccupazioni. Un ulteriore elementi che fa preoccupare è l’aggiunta di queste ulteriori giornate di blocco programmate. La nostra priorità e che non sino eseguiti licenziamenti».

Alessandro Abbadir

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