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TORRE DI FINE. PARLA IL SINDACALISTA MARITAN 

«La giunta spieghi perché chiude la scuola»

I residenti perdono un plesso che aveva 100 anni di storia, gli studenti trasferiti a Eraclea

ERACLEA. Addio alla scuola elementare di Torre di Fine, i cittadini perdono un plesso che aveva 100 anni di storia. Per la piccola, ma vissuta frazione di Eraclea, un duro colpo digerito a fatica davanti all’impossibilità di mantenere una scuola per le poche nascite. Faticano istituti in città ben più grandi, figuriamoci in una frazione. Così, dal prossimo anno gli studenti saranno trasferiti nel capoluogo come annunciato dal Comune nel corso di una riunione con le famiglie, perché mancano i numeri necessari a mantenere nella frazione il plesso. Fabrizio Maritan, sindacalista di lungo corso della Cgil e residente a Torre di Fine parla a nome dei tanti cittadini amareggiati.

«Confesso di essere stato molto colpito dalla notizia appresa dai giornali della chiusura delle scuole elementari di Torre di Fine», dice, «prevista per il prossimo anno scolastico. La chiusura del plesso scolastico della mia frazione è stata annunciata dal Comune e dalla direzione scolastica dopo un confronto con i genitori interessati. I motivi alla base sono la mancanza di bambini, 55 attualmente, e le nascite degli ultimi anni sempre più in calo. Nemmeno la presenza di bambini figli di immigrati, circa il 30%, sembra essere più sufficiente». Tutto questo non basta a chiarire la decisione di chiudere la scuola, che interessa non solo Torre di Fine ma anche le località di Eraclea mare, Revedoli e Brian.

«È un evento traumatico», aggiunge, «per tutti gli abitanti della zona interessata, ed è a questa popolazione che l’amministrazione comunale e la direzione scolastica di Eraclea devono dare conto dei motivi della chiusura. La scuola elementare di Torre di Fine è nata alla fine degli anni ’20 del secolo scorso ed è un patrimonio della comunità assieme ad altri servizi pubblici come la scuola materna e le poste. È stata una delle scuole in Provincia dove negli anni ’70 si è sperimentato il tempo pieno, attualmente è anche sede della Protezione Civile e ospita i due seggi elettorali per le elezioni. È uno dei luoghi principali di aggregazione del paese. L’amministrazione comunale e la direzione scolastica devono spiegare alla popolazione della zona se è stato fatto tutto il possibile per evitare la chiusura che,

non va dimenticato, impoverisce ulteriormente una frazione, sia dal punto di vista sociale, culturale che economico. «Una volta chiariti questi aspetti», conclude, «sarà necessario avviare un dibattito pubblico su come rivitalizzare la frazione e le località limitrofe». (g.ca.)

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