Quotidiani locali

Bandiere e vuvuzela contro Mediaworld

Ieri mattina la protesta rumorosa di una quarantina di dipendenti fuori dal punto vendita di Mestre

Una quarantina di dipendenti dei punti vendita di Mediaworld presenti in città ieri mattina si è data appuntamento in via don Peron, davanti al negozio che si trova nella grande area commerciale Auchan, dove sono confluiti anche i lavoratori dello store che ha casa nello shopping center della Nave De Vero. Tra Mestre e Marghera lavorano una settantina di dipendenti, la maggior parte dei quali ha incrociato le braccia, scegliendo di non andare a lavorare per qualche ora. Il colosso dell’elettronica non è stato scalfito dallo sciopero, nonostante l’adesione che ha provocato qualche coda e un po’ di sbuffi dei clienti. C’è anche chi, però, ieri mattina è stato solidale con i manifestanti. «Alcuni clienti», spiega una dipendente, «dopo che ci hanno visto con le bandiere fuori, hanno capito e se ne sono andati. Il lavoro tocca tutti, è una questione fondamentale». Lo sciopero è stato promosso per essere solidali ai lavoratori dei due punti vendita che la catena ha deciso di chiudere a livello centrale. Tre anni fa il negozio di Marcon abbassò le saracinesche, i lavoratori furono smistatati tra Mestre, Marghera e Treviso. «Come è accaduto allora», racconta un dipendente, «potrebbe succedere ancora e a chiunque viste le premesse».

Non solo. Tra i punti che più creano mal di pancia tra i dipendenti di Mestre e Marghera, il taglio alla maggiorazione domenicale, sulla quale si è abbattuta la scure della catena. A dare manforte ai lavoratori, anche alcuni ex dipendenti rimasti attaccati ai colleghi. Diversi anche i delegati sindacali e le rappresentanze rsu. «L’azienda», spiega Fabio Marchiori di Uiltucs Uil, «ha deciso di chiudere due negozi e l’unica soluzione trovata è stata quella di trasferire i lavoratori lontanissimi dal posto di lavoro, senza alcuna mediazione con il sindacato, il che significa, a conti fatti, spingerli alle dimissioni. Hanno detto che hanno un buco enorme di fatturato, ma quando abbiamo chiesto i numeri per capire quali sono i negozi in sofferenza, l’azienda si è rifiutata di fornire i chiarimenti: a queste condizioni è impossibile dialogare. Infine è stato deciso di ridurre drasticamente la maggiorazione domenicale. Senza dimenticare le relazioni sindacali assenti».

Presente, assieme ai dipendenti, anche Marta Perra, delegata Cgil per il punto vendita Mediaworld Mestre, e Boris Brichese della Filcams Cgil di Venezia. «Siamo qui con i delegati e i lavoratori per scioperare

a fronte della chiusura dei punti vendita a livello centrale», ribadisce.

I dipendenti, con tanto di bandiere e vuvuzelas, hanno rallentato la circolazione e fatto volantinaggio tra i clienti che ieri si stavano recando a fare shopping.

Marta Artico

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