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Assalto al Pronto soccorso uno su due è codice bianco

In 5 strutture 245 mila utenti: improprio il 20% dei 112 mila accessi non gravi

I codici bianchi rimangono un nodo cruciale nella gestione dei Pronto soccorso del nostro Paese, e naturalmente a questa situazione non si può ancora sottrarre l’Usl 3 Serenissima. Tra nuovi progetti, ampliamenti in discussione e un volume di lavoro che lo scorso anno ha visto garantite risposte a oltre 245 mila persone, le strutture di Mestre, Venezia, Mirano, Dolo e Chioggia rimangono in prima linea. Questi i cinque ospedali della Serenissima che sono impegnati a salvare molte vite ogni anno, ma nel 45 per cento dei casi anche a confrontarsi con situazioni la cui gravità potrebbe essere affrontata altrove. Una vicenda annosa, talvolta migliorata con vari accorgimenti, senza che finora sia stata ancora trovata una vera panacea al problema. Le strutture territoriali non riescono a far fronte alla richiesta di cure della gente in questo senso, specie in una fase in cui le medicine di gruppo integrate e altre soluzioni previste dalla Regione, non sono ancora divenute pienamente operative. Strutture che, nelle intenzioni, avrebbero invece dovuto filtrare gli accessi ai Pronto soccorso.

Codici bianchi. I codici minori che nel 2017 nei Pronto soccorso dell’Usl 3 sono stati complessivamente 111.732. Una mole di lavoro enorme che vede in testa l’Ospedale di Mestre con 47.617 e seguito da Venezia (19.707), Dolo (18.500), Mirano (14.061), Chioggia (8.257) e dal Punto di primo intervento del Lido (3.010). A Mestre e Venezia i codici bianchi rappresentano il 53 per cento di tutti quelli previsti (gli altri sono verde, giallo e rosso), ma a condurre questa graduatoria è il Lido che raggiunge addirittura il 63 per cento. Si consideri poi che a Mestre vanno aggiunti circa 4 mila casi gestiti in via sperimentale dall’Ambulatorio Codici Bianchi (gestione veloce in collaborazione con i medici di continuità assistenziale, introdotta sperimentalmente nel corso dell’anno) con la percentuale di pazienti non gravi che sale ulteriormente. «L’alta percentuale di codici bianchi è giustificata a Mestre dal ruolo di ospedale Hub», spiegano dall’Usl 3, «grande riferimento dell’area urbana ma anche di tutta quella metropolitana».

Accessi impropri. È evidente che i Pronto soccorso sono uno snodo cruciale del sistema sanitario. La questione della appropriatezza dei codici bianchi è annosa, ma il Pronto soccorso, pur essendo il luogo dell’urgenza, esiste anche per i casi meno gravi, tanto che si stima che i codici bianchi davvero impropri siano circa il 20 per cento del totale.

Casi gravi. Se i codici bianchi appesantiscono il lavoro di un Pronto soccorso per il loro numero elevato, anche la presenza di un cospicuo numero di codici gravi comporta un importante dispendio di energie per il servizio. L’analisi dei dati del 2017 evidenzia anche in questo caso la particolare pressione sull’Ospedale dell’Angelo e su quello di Venezia. A Mestre i codici rossi e gialli sono stati 21.310 mentre a Venezia 8.937. Mirano con 7.511 precede Dolo (6.723), Chioggia (5.230) e Lido (668).

Tempi d’attesa. La priorità giustamente in un Pronto soccorso viene data ai casi più gravi, quando le persone rischiano la vita. Ed ecco che un codice bianco può ritrovarsi ad affrontare lunghe attese per ricevere visite e risposte. La media tra i cinque Pronto soccorso dell’Usl 3 si aggira sule 4 ore, fatta eccezione per il Lido con 1 ora e 40 minuti. L’Angelo con 4 ore e 16 minuti di media conduce la graduatoria, seguito da Dolo con 4 ore e gli altri distaccati di pochi minuti. Un dato sovrapponibile a quello del 2016. Va ricordato come il valore medio di 3 ore e 58 minuti rientri nei parametri degli obiettivi regionali.

Coordinamento. I Pronto Soccorso di Mestre, Venezia, Mirano, Dolo e Chioggia, oltre al Punto di primo intervento del Lido, sono uniti nell’Usl 3 dal 2017. L’azienda sanitaria ha voluto costruire, come in ogni altro proprio settore, un coordinamento forte tra le strutture. In questo senso va la nomina di un coordinatore unico dei Pronto soccorso della Serenissima, il cui ruolo è stato affidato al dottor Pietro Stefano Pacelli, primario del Pronto soccorso dell’Ospedale di Mirano.

Progetti. L’Usl 3 Serenissima sta lavorando a ogni livello anche sui Pronto soccorso. «A Venezia già nel 2013 è stato compiuto un primo intervento, mentre a Chioggia il Pronto soccorso è stato realizzato e inaugurato nel 2015» , ricorda il direttore generale Giuseppe Dal Ben. «All’Ospedale di Dolo i lavori per il nuovo Pronto soccorso sono già iniziati, mentre in quello di Mirano si attende l’avvio dei cantieri, e anche qui il Pronto soccorso verrà ristrutturato e adeguato su progetto esecutivo già approvato. L’impegno

è quindi duplice: da una parte si introducono costantemente nuove tecnologie, nuovi percorsi, nuova organizzazione del lavoro, per migliorare il servizio, e dall’altra si interviene con importanti investimenti per la realizzazione di strutture nuove».

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