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Tassa di soggiorno, rispunta il ricorso al Tar

Jesolo. Gli albergatori dopo il siluramento del presidente Rizzante potrebbero rilanciare l’idea

JESOLO. Prima riunione della commissione Aja ieri mattina in piazza Brescia, salve per il momento le società partecipate nei cui Cda siedono gli albergatori. La decisione definitiva sarà la settimana prossima, ma difficilmente i quattro saggi nominati, Fabio Sartorato, Alessandro Martin, Alessandro Peruch e Remo Morasso, tutti albergatori di comprovata esperienza e professionalità, andranno oltre l’ordinaria amministrazione. È quindi probabile, per non dire certo, che non ci saranno dimissioni di membri Aja in Jesolo Turismo o Consorzio, né in altri enti in cui Aja è rappresentata.

Non è ancora stata decisa la data dell’assemblea fatidica per la nomina del nuovo presidente, dopo che Alessandro Rizzante è stato messo in minoranza. Ci sono 120 giorni di tempo, ma l’obiettivo è nominare il nuovo presidente entro l’estate. Ci sono già i nomi che circolano inevitabilmente nei corridoi di piazza Brescia. Il vice presidente Alberto Maschio potrebbe essere uno di questi. Vicino a FdI, sarebbe un perfetto uomo di contatto pur con una certa fermezza nel metodo di lavoro appreso in questi anni.

Qualche nostalgico spinge per Renato Martin, l’ex sindaco che ha visto la sua stella politica cadere progressivamente con il passare degli anni, ma che è considerato ancora persona capace, albergatore di esperienza e di nome, determinato al punto giusto per farsi valere nei rapporti con l’amministrazione comunale che mai come oggi è parsa più lontana dalla classe albergatrice, tanto da imporre una tassa di soggiorno elevata che è stata interpretata come uno schiaffo agli albergatori.

Tra gli altri nomi, quelli di Luca Boccato dell’hotel cinque stelle Almar, anche lui tra i più critici nei confronti del deposto Rizzante, ma anche uno dei pochi che lo ha criticato a viso aperto prima di uno scrutinio segreto che è parso a molti un segno di debolezza.

Torna nel vivo dibattito interno alla categoria l’accantonata ipotesi di un ricorso al Tar che l’Aja poi non ha voluto presentare. La legge parla di rimodulazione delle tariffe da parte del Comune e, secondo i pareri legali acquisiti, sarebbe stato possibile un

ricorso sulla base del fatto che non vi è stata rimodulazione, ma un vero e elevato aumento delle tariffe. Rizzante e il Cda non erano propensi a presentare il ricorso e infatti la strada legale è stata abbandonata Ma questa ulteriore scelta gli è costata la presidenza. (g.ca.)

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