Quotidiani locali

Tari, caccia ai contribuenti “dissidenti”

Gli aumenti previsti per il 2019 e 2020 potrebbero essere calmierati. Per il 2018 un rincaro dell’1,5%

CHIOGGIA. Sugli aumenti della tassa dei rifiuti per il 2019 e 2020 pende la spada degli insolventi. Se, come sostiene l’assessore al bilancio Daniele Stecco, entro marzo alcuni dei maggiori contribuenti “dissidenti” verseranno la quota fissa, gli aumenti messi in bilancio per i prossimi anni saranno calmierati. La causa dei rincari, spiegata nell’ultimo Consiglio comunale, sta nei costi post mortem della discarica di Ca’ Rossa (500.000 euro l’anno per 34 anni a partire dal 2014) e nella gestione della stazione di travaso in porto.

«Per quest’anno ci sarà solo un aumento Istat dell’1.5%», spiega Stecco, «per i successivi due dobbiamo fare i conti con spese aggiuntive che per la stazione di travaso siamo riusciti a contenere grazie a un accordo con Veritas e Autorità portuale. Gli aumenti potrebbero essere del 2-3%, ma la partita è ancora aperta perché potrebbe calare il fondo di dubbia esigibilità. Il confronto con gli insolventi, in particolare con grossi imprenditori delle spiagge (che da anni non pagano la Tari di cui contestano aliquote e modalità di applicazione, servendosi di un’altra azienda, ndr), non si è mai fermato. Siamo vicini a un accordo ed, entro marzo, alcuni pagheranno una parte della quota fissa, che tanto prima o poi dovrebbero pagare perché riguarda i costi generali di pulizia della città. Se riusciamo a ridurre il fondo dei crediti di dubbia esigibilità che pesano per oltre 2 milioni di euro sul costo totale della Tari (14 milioni di euro), è chiaro che riusciremo anche a contenere eventuali aumenti». L’opposizione ha comunque sollevato critiche sull’eccessività del costo dei servizi offerti da Veritas.

«Paghiamo fior di quattrini», sostiene il consigliere della Lega, Marco Dolfin, «ma non mi pare che la città brilli per pulizia, basta fare una passeggiata sotto i portici per rendersene conto. C’è poi la partita della discarica, finora i 500.000 euro non sono pesati sulle tasche dei contribuenti perché la precedente amministrazione aveva girato 2 milioni per quattro anni per evitare gli aumenti, perché non si può fare altrettanto?». Secca la risposta del capogruppo Cinque stelle. «Veniamo criticati per gli aumenti, ancora ipotetici, della Tari», spiega Paolo Bonfà, «dagli stessi che ci dicono che è stata una scelta oculata spendere tutti

i proventi percepiti dalla discarica con l’utilizzo da parte degli altri comuni per non aumentare gradualmente la Tari, quando altri comuni che disponevano di questi impianti hanno doverosamente destinato parte dei proventi alle ben note e costose opere post mortem». (e.b.a.)

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro