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Addio ai comizi la campagna chiude in sordina

Piazza Ferretto: Pd, Leu e Potere al popolo vicini ma distanti Brunetta a San Donà e Martellago. I cinquestelle? Sul web

Finale di campagna elettorale, con i vari partiti, tutti a debita distanza, senza eventi che attirino la folla. Una situazione che decreta l’addio ai comizi nelle piazze. Tardo pomeriggio con la pioggia fredda che non invita ad uscire e il risultato è una chiusura di campagna elettorale, senza enfasi. Emblematica la situazione di piazza Ferretto a Mestre dove in pochi metri va in scena la sinistra, più divisa che mai.

Gazebo e spritz per il Pd. Affollato da poco più di una cinquantina di persone, il gazebo del Partito Democratico dove si festeggiano i candidati con un brindisi a base di spritz assieme agli alleati di “Insieme” e “+Europa” della Bonino. In prima fila Nicola Pellicani, Sara Moretto e Barbara Penzo in corsa per la Camera e Andrea Ferrazzi e Pier Paolo Baretta che sgomitano per il Senato. Con loro i segretari Giorgio Dodi e Gigliola Scattolin.

«Il centrosinistra unito sarebbe protagonista assoluto di questa campagna elettorale. Divisi, invece, vedremo LeU a livello nazionale non vincere alcun collegio ma farne perdere a noi. Non a Venezia, dove ce la giochiamo per vincere. E mi auguro che un giorno torneremo uniti», commenta, rammaricato, Nicola Pellicani in corsa all’Uninominale di Venezia, collegio della sfida all’ultimo voto per il Pd contro il centrodestra. Baretta incita tutti: «Dobbiamo vincere mettendoci la faccia, perché gli altri candidati non sono stati presenti». Per Sara Moretto «domenica è in ballo il futuro del Paese che non può esser lasciato ad estremismi e improvvisazione».

Il vin brulè di Liberi e Uguali. Di fronte, dall’altra parte della piazza, lato sezione, bandiere e vin brulè al gazebo di “Liberi e uguali” che ieri mattina ha chiuso la campagna elettorale con una conferenza stampa a Mestre, a cui hanno partecipato quattro candidati (Mognato, Marcon, Scelsi, Battistello) e il presidente della Giunta regionale della Toscana, Enrico Rossi che ha difeso la scelta di uscire dal Pd per far «rinascere la sinistra» e ha messo al primo posto degli impegni di Leu «il lavoro».

Potere al popolo. Un tempo erano tutti compagni, vien da pensare. Ecco anche il gazebo dei candidati di “Potere al popolo” con Gino Baoduzzi, Monica Coin, Gianluca Schiavon. Lista che si pone più a sinistra di tutti.

Centrodestra: festa divisa. Complice il clima gelato, anche il centrodestra chiude all’insegna delle divisioni. Forza Italia per il rush finale di Renato Brunetta e dei candidati berlusconiani punta sui luoghi al chiuso. Prima a “Le Petit Cafè” di San Donà, poi a Ca’ della Nave a Martellago con vari sindaci. «Saremo decisivi per la vittoria del centrodestra», dice l’economista. «Saremo il primo partito della nostra coalizione e indicheremo noi il presidente del Consiglio». Poi da Martellago spiega che in caso di vittoria, i presidenti di Camera e Senato vanno al centrodestra.

Fdi e Lega Nord. “Fratelli d’Italia” di Serena e Speranzon si concentra su un gazebo in piazzetta Coin a Mestre. La Lega Nord, proprio per il meteo avverso, non organizza iniziative pubbliche e allora Giorgia Andreuzza si accontenta di un brindisi beneaugurante con gli amici. Il tam tam corre sul web e i telefonini. «Per votare basta un segno sul nostro simbolo», il messaggio del Carroccio per farsi votare senza favorire gli alleati.

Cinque stelle. E i candidati dei Cinque Stelle? Sono tutti

sintonizzati per il comizio finale di Luigi Di Maio trasmesso anche via social network da Roma. La rete è decisiva per il movimento e allora c’è chi, come il candidato senatore Marco Nardin, lancia un videomessaggio di invito al voto e pure una App.

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