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«Accoglienza bimbi disabili un dovere per lo sport»

PORTOGRUARO. Ha suscitato profonda emozione in tutta la città la storia del piccolo sportivo Federico Bucciol, ragazzino di 11 anni affetto da sindrome di down prima rifiutato da una società sportiva...

PORTOGRUARO. Ha suscitato profonda emozione in tutta la città la storia del piccolo sportivo Federico Bucciol, ragazzino di 11 anni affetto da sindrome di down prima rifiutato da una società sportiva veneta di ginnastica e infine accolto nella squadra giovanile del Judo Kiai del direttore sportivo Marco Dotta, che gli ha permesso di svolgere allenamenti e gare con ragazzi normodotati. L’assessore allo sport del Comune di Portogruaro, Luigi Geronazzo, respinge però le accuse di mancanza di sensibilità. «Occorre ribadire che le società sportive portogruaresi», spiega Geronazzo, «sono favorevoli all’accoglienza e all’integrazione dei bambini disabili che vogliono fare ginnastica o attività agonistica sportiva. Nessuno ha preclusione alcuna verso questi ragazzi. E anzi le società di Portogruaro sono un esempio di come i diversamente abili possono ben integrarsi».

Il

messaggio di Federico, e cioè che tutti possono gareggiare con tutti, arriva a pochi giorni dal via delle Paralimpiadi invernali in Corea del Sud. La mamma di Federico, Elena Scapolan, dopo che il piccolo era stato respinto, ha scritto di suo pugno una lettera al Coni. (r.p.)

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