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Ora a Cona protestano tutti profughi, operatori e agenti

Acque agitate nell’ex base trasformata in tendopoli per i richiedenti asilo dopo i mancati pagamenti I migranti chiedono i 2,5 euro dell’Ue, i dipendenti della coop lo stipendio, i poliziotti gli straordinari 

CONA. Tutti protestano a Cona. L’ex base trasformata in tendopoli e che ospita 676 profughi richiedenti asilo sembra il vaso di Pandora, da due anni e mezzo finisce nelle cronache nazionali, ma ogni volta c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, sempre un motivo in più per protestare.

Gli operatori della cooperativa che la gestisce non hanno ricevuto l’ultimo stipendio.

I profughi che vi sono rinchiusi non hanno ricevuto dalla cooperativa i 2 euro e mezzo al giorno pagati dall’Unione Europea, che paga tutte le spese che riguardano i profughi, e che la coop deve girare alle persone ospitate.

Ora anche i poliziotti spiegano di avanzare i soldi degli straordinari dal 2016.

La protesta dei richiedenti asilo hanno è iniziata martedì sera. Hanno preso e hanno bloccato l’ingresso e l’uscita dell’ex base militare, dove sono ospitati da luglio 2015, e si sono fatti sentire. Solo alle dieci di sera, venti operatori, sono riusciti a uscire. Alla base della protesta, c’è il mancato pagamento dei due euro e mezzo giornalieri che la cooperativa riceve e deve girare ai migranti. Sono 75 euro al mese. La coop Edeco che gestisce il centro è in ritardo di un mese.

Oltre a essere in ritardo con gli operatori della coop stessa che avanzano soldi pure loro.

Mercoledì la protesta degli operatori della coop è continuata e al pomeriggio si è fatto il punto della situazione in prefettura con le rappresentanze sindacali.

Anche i profughi hanno continuato a protestare ribloccando l’ingresso della base. Anzi alcuni si sono messi, circa una decina, in strada con una panchina, bloccando il traffico e anche i bus pubblici.

Una situazione che ha fatto correre il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, ormai stremato da una infruttuosa accoglienza. Ma che ha richiesto l’intervento immediato, già dalla sera di martedì, di carabinieri e polizia di Stato, con in testa il commissario capo Rosario Gagliardi. Mercoledì sera anche gli uomini in divisa sono entrati dentro al campo per riportare la calma. I profughi hanno distrutto alcune strutture della cucina e danneggiato alcune persiane. All’esterno pronti a entrare in azione, polizia e carabinieri in assetto antisommossa, alcuni presenti dalle sette del mattino. Non solo, a intervenire anche la Digos e i vigili del fuoco di Cavarzere posizionati davanti la base. Sulla questione pocket money la prefettura ha effettuato un bonifico di 57 mila euro, mettendo a disposizione della Edeco le somme necessarie da dare ai richiedenti asilo. I responsabili della cooperativa sono andati in banca mercoledì per l’operazione, poi quando hanno fatto ritorno in base, le acque si sono agitate di nuovo.

«A questi profughi – commenta il segretario generale regionale del sindacato Ugl Fsp Polizia di Stato, Mauro Armelao, «dico che se per un mese non arrivano i soldi, possono anche avere pazienza, come ce l’abbiamo noi».

Una circolare diffusa dal Ministero dell’Interno rivela come i poliziotti avanzano soldi degli straordinari dal 2016: «Al personale della Polizia di Stato con il cedolino di marzo 2018 saranno erogati i compensi per le prestazioni di lavoro straordinario reso nel mese di gennaio 2018 e per quelle rese in eccedenza ai limiti mensili – sempre straordinario quindi ndr – nei mesi di novembre e dicembre 2016».

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