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Stalking a Marcello Basso «La mia vita devastata»

L’ex senatore del Pd e sindaco di San Stino ha testimoniato ieri al processo contro Serena Ragno, che è accusata anche di diffamazione e ingiurie

PORTOGRUARO. «La mia vita è stata devastata, segnata dall’ansia e dalle notti passate insonni. Tuttora ho paura di aprire la cassetta della posta». Lo ha raccontato ieri in aula Marcello Basso, ex senatore del Pd ed ex sindaco di San Stino, sentito come parte offesa assieme alla moglie nel procedimento a carico di Serena Ragno (avvocato Andrea Cerutti), ex consigliere provinciale dei Democratici, accusata di stalking, diffamazione e ingiurie. Davanti alla giudice monocratica Sonia Bello, Basso ha ricostruito il suo rapporto con Ragno, evidenziando come la donna avesse fatto di tutto perché lui lasciasse la moglie. Le parti offese sono rappresentate dagli avvocati Luca Fonte e Giovanni Ruberto.

Una persecuzione, quella contestata a Ragno nei confronti di Basso e della sua signora, che sarebbe iniziata nel 2009 con l’invio di lettere anonime indirizzate proprio alla moglie dell’ex senatore, ma anche a conoscenti e pure a persone del paese. Tra queste il parroco, la parrucchiera, alcuni negozianti. Non solo parole, ma anche fotomontaggi che raffiguravano Basso e Ragno assieme, in alcuni casi anche nudi. Tutto con l’obiettivo di sostenere l’esistenza di una relazione sentimentale tra i due.

Tra i vari atti persecutori attribuiti a Ragno, l’ex senatore e sindaco ha raccontato anche delle continue minacce da parte della ex consigliere provinciale che in più occasioni lo avrebbe minacciato di presentarsi a San Stino per rendere nota la loro storia a tutto il paese.

L’escalation di stalking sarebbe arrivata al suo apice, ha raccontato in aula Basso, quando Ragno aveva telefonato alla moglie dell’ex senatore per raccontarle la sua verità. In seguito a ciò, Basso aveva troncato ogni tipo di rapporto con Ragno, ricevendo per tutta risposta da lei alcuni messaggini che, secondo l’ex senatore, «sarebbero eloquenti della paternità delle lettere anonime». Basso ritiene che sia Ragno l’autrice delle lettere visto che in una di queste ci sono elementi di cui solo l’ex consigliere provinciale era a conoscenza, e nessun altro. Il flusso delle lettere termina dopo che Basso aveva presentato querela ed era scattata una perquisizione domiciliare a carico di Ragno. La difesa dell’imputata respinge le accuse: «Anche Ragno ha ricevuto alcune decine di lettere». Nel pomeriggio è stata sentita la moglie di Basso che ha confermato la grande sofferenza personale derivata da questi episodi. Il processo a Serena

Ragno proseguirà il 28 marzo con altri testimoni e l’audizione dei consulenti, tra cui i grafologi. Nella scorsa udienza la giudice non ha accolto quanto sollevato dalla difesa Ragno, ossia che il reato sia andato prescritto il 21 dicembre 2017.

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