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Protesta dei profughi «Non ci danno i 2,5 euro»

CONA. Eccola. Puntuale come l’arrivo della neve, la nuova protesta dei profughi. Conetta: una realtà che da troppo tempo finisce nelle cronache locali e nazionali. E a ciclo continuo, le proteste da...

CONA. Eccola. Puntuale come l’arrivo della neve, la nuova protesta dei profughi. Conetta: una realtà che da troppo tempo finisce nelle cronache locali e nazionali. E a ciclo continuo, le proteste da parte dei richiedenti asilo, tornano a farsi sentire. Come si sono fatte sentire martedì. I profughi ospitatati nell’ex base militare di Conetta, di via Rottanova, hanno bloccato gli ingressi della base e le uscite, non consentendo a nessuno né di entrare, né di uscire. Solo alle dieci di sera, venti persone sono riuscite a “liberarsi” e tornare a casa.

Ma la protesta all’indomani è ricominciata. Poi, dato che gli animi si erano scaldati, dieci di loro si sono posizionati con una panchina in mezzo alla strada che conduce al centro. L’ennesima scena di protesta che blocca il traffico e il sindaco Alberto Panfilio che prontamente accorre sul posto. Insieme ai carabinieri e agli uomini del commissariato di polizia di Chioggia.

Alla base della protesta dei richiedenti asilo, c’è la mancata percezione del pocket money, i 2 euro e mezzo al giorno, pagati anche quelli come tutte le spese per i profughi dall’Unione Europea, che la cooperativa che gestisce il centro deve dare, secondo convenzione ai migranti, ma che, a quanto pare, da un mese non elargisce.

«La cooperativa non dà da un mese il pocket money ai richiedenti asilo», dice un ragazzo ospitato all’interno della base. Spiccioli, ma per loro sono tutto Secondo i profughi e secondo alcuni amministratori locali tutti i profughi sono nella stessa condizione di non essere stati pagati. Ieri quindi la protesta è ricominciata. Per un po’ non è stato possibile, nemmeno per gli autobus, passare al di là

della strada. Ma la situazione poi è stata tenuta sotto controllo e si è mantenuta tranquilla, grazie all’intervento delle forze dell’ordine.Sul posto martedì sera si sono portati qualche poliziotto, quattro carabinieri e il vicario del prefetto, Sebastiano Cento. (s.bet.)



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