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Profughi, altra protesta per i soldi

Cona. Bloccati l’ingresso e l’uscita, il personale della coop lascia l’ex base alle 22

CONA. Hanno ricominciato a protestare i profughi nell’ex base militare di Conetta, in via Rottanova. Complice forse il troppo freddo e le temperature gelide di questi giorni, hanno ricominciato a protestare ieri sera, all’ora di cena, verso le otto, perché volevano il pocket money. Quel gruzzolo di denaro che la cooperativa, in base alle convenzioni stipulate con la prefettura, deve ai richiedenti asilo ogni giorno. Ma ieri sera i profughi hanno deciso di farsi sentire e hanno bloccato addirittura l’ingresso e l’uscita della base. Una ventina di persone, bloccate da ore dai profughi, sono riuscite a lasciare la base attorno alle 22. A intervenire subito gli uomini del commissariato di Chioggia e sul posto si è recato anche il vicario del prefetto, Sebastiano Cento. Una situazione, quella della base di Cona, da sempre tenuta sotto controllo e che ogni qual volta scoppia una nuova protesta, si teme sempre il peggio o si teme che la rivolta si possa protrarre per giorni e giorni. La penultima protesta un mese fa quando alcuni richiedenti asilo si erano messi al di fuori della base, nella strada che conduce alla caserma, e avevano bloccato la carreggiata con tavoli e panche. Ma lì si era risolto tutto nel giro di qualche ora. Poi una mini protesta da parte di venti “migranti” , subito dopo la visita di Giorgia Meloni il 19 febbraio scorso. I profughi si erano arrabbiati perché avevano capito che le telecamere non erano lì per loro. Riflettori puntati invece in quella famosa maxi protesta di novembre scorso che aveva condotto al parziale svuotamento della base.I profughi avevano iniziato a protestare il 13 novembre, il 15 avevano deciso di marciare verso Venezia

e da lì era partita la grande marcia. In giro per il Veneto, erano finiti prima a Codevigo, poi a Piove di Sacco, Padova, Mira, Spinea, per poi tornare a Conetta. Lì, 248 migranti vennero trasferiti. Sperando non sia l’inizio di un’altra marcia.

Serenella Bettin

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