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Portogruaro, muore stroncata da un tumore a 35 anni

Mariagrazia Favrin, psicologa del lavoro, era la figlia del manager Antonio, presidente del gruppo Marzotto

PORTOGRUARO. Si è spenta per colpa di un tumore cancro in provincia di Verona, dove si era trasferita da qualche anno dopo gli studi universitari a Padova, Mariagrazia Favrin. Aveva 35 anni e svolgeva la professione di psicologa del lavoro. Era figlia di Antonio Favrin, presidente della Marzotto – ramo tessile e già presidente dell’Unione degli Industriali di Venezia; e di Paola Gamba, una nota pittrice. Mariagrazia lascia nel dolore anche il fratello Davide e la sorella Federica. I funerali verranno celebrati oggi nella parrocchia di Valgatara, frazione del comune veronese di Mariano di Valpolicella, con inizio alle 11.

La notizia è arrivata a Portogruaro nella serata di lunedì e ha colto tutti di sprovvista. Mariagrazia era cresciuta nel rione dei Frati. Aveva frequentato con profitto il liceo classico al Collegio Marconi, che in un mese si ritrova a piangere per la terza volta un’altra allieva uccisa dal tumore, dopo le scomparse di Annalisa Greco, funzionaria del comune di Pordenone, 53 anni: e Barbara Bragato, 43 anni, volontaria in due parrocchie e membro di una commissione internazionale che si batte per prevenire il cancro al seno metastatico.

Dopo il diploma, Mariagrazia Favrin si era iscritta all’Università di Padova, laureandosi brillantemente in psicologia. Si era quindi trasferita per amore in Valpolicella, esercitando la professione, ma ha sempre mantenuto un solido legame con Portogruaro. Il lavoro la teneva molto impegnata nel Veronese. Tutto sembrava volgere per il meglio, fin quando due anni fa non si è sottoposta a una visita medica che evidenziò la formazione di un tumore.

Mariagrazia si è sottoposta subito alle cure, rivolgendosi all’ospedale Borgo Trento di Verona, circondata dall’affetto dei suoi familiari diretti e di quelli del suo compagno che l’ha sempre sostenuta, appoggiata, rincuorata in qualsiasi momento. Il male ha avuto il sopravvento nel fine settimana, quando Mariagrazia Favrin si è spenta.

«Ha affrontato l’ultimo periodo con grande coraggio», ricorda commosso il fratello Davide, «per noi è una gravissima perdita. Aveva una grande forza interiore e dispensava un sorriso per tutti. Siamo stravolti. Non ci capacitiamo della perdita».

Aveva numerosi amici a Portogruaro. Molti la ricordano sorridente e diligente al collegio Marconi, dove si è formata negli anni delle Superiori.

Altri invece la frequentavano al di fuori dell'aspetto scolastico, come Luca P., un imprenditore locale che la conosceva. La notizia lo ha colto alla sprovvista, nemmeno lui era ancora a conoscenza del lutto. «Era una persona dotata di una grande capacità comunicativa, agli amici si confidava normalmente», dice, «e poi sorrideva sempre. La ricorderemo come una persona semplice e perbene». Choc anche al locale club tennistico locale dove Mariagrazia seguiva, con il fratello, lezioni di tennis.

Mariagrazia Favrin verrà ricordata anche per la sua generosità. La sua vocazione era spiccata

nell’aiuto verso gli altri, che metteva in pratica ogni giorno attraverso il suo lavoro, uno dei più difficili.

Il Portogruarese e la Valpolicella perdono insieme una mente brillante e una donna che avrebbe potuto scrivere pagine importanti anche nella società.
 

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