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Donna di Cessalto in coma, chirurgo plastico sotto inchiesta

Era il 28 novembre del 2016 , quando una donna di 62 anni di Cessalto si recò alla Clinica Estetica di Spresiano per sottoporsi ad un intervento di mastoplastica al seno

MESTRE. Era il 28 novembre del 2016 quando una donna di 62 anni di Cessalto si recò alla Clinica Estetica di Spresiano per sottoporsi ad un intervento di mastoplastica al seno. Ne uscì poche ore dopo, distesa su una barella del 118 in stato di coma. Da allora, la donna non si è più completamente ripresa a causa di danni cerebrali permanenti.

familiari, che la seguono e le sono sempre stati accanto, sono stati costretti a ricoverarla in una casa di riposo perché necessita di una costante assistenza. Su questo fatto, la procura della Repubblica di Treviso ha aperto un fascicolo ed ha messo sotto inchiesta due medici della struttura privata con l’ipotesi di accusa di lesioni colpose gravissime. Si tratta dell’anestesista F.C., 50 anni di Pistoia, e del chirurgo plastico F.M.Z., 65 anni di Mestre. L’indagine, avviata dai carabinieri del Nas di Treviso dopo l’immediata denuncia dei familiari, è ancora in corso. Si vuole infatti capire se vi sia un nesso causale tra l’intervento chirurgico estetico a cui fu sottoposta la 62enne di Cessalto e i danni cerebrali permanenti che ne conseguirono. Ne sono sicuri i familiari della donna (assistiti dall’avvocato Alessandro De Paoli del foro di Pordenone), che hanno presentato ai carabinieri del Nas l’esposto-denuncia.

In apparenza i rischi erano minimi tanto che la donna si presentò da sola senza essere accompagnata da nessuno. Cosa successe poi è ora oggetto d’indagine del Nas di Treviso, coordinato dalla procura. Si sa soltanto che, nel tardo pomeriggio di quel giorno, un’ambulanza del 118 arrivò nella clinica estetica di Spresiano per soccorrere la donna che aveva perso conoscenza. Era in stato di coma e da allora soffre di danni permanenti cerebrali. La donna non è più autosufficiente ed i familiari sono stati costretti a farla ricoverare in una struttura sanitaria dove viene seguita costantemente.

La procura, nel frattempo, dopo aver coordinato le indagini, tuttora in corso, dei carabinieri del Nas di Treviso, ha deciso di iscrivere nel registro degli indagati i nomi dei due medici che quel giorno dovevano effettuare l’intervento.

L’ipotesi di accusa è quella di lesioni gravissime. Le indagini devono stabilire se vi sia stata qualche complicazione prima o durante l’intervento di chirurgia plastica che abbiano poi causato i danni cerebrali permanenti di cui è stata vittima la donna di Cessalto. Il giudice delle indagini preliminari ha disposto una perizia incaricando tre professionisti (il professor Massimo Montisci, medico legale, l’anestesista Giovanni Maria Pittoni e il chirurgo estetico Cesare Tiengo) per cercare di fare luce sulla vicenda e capire se i due medici finiti sotto inchiesta abbiano avuto effettivamente responsabilità colposa causando il coma ed i successivi danni permanenti cerebrali. L’esito della perizia potrebbe essere fondamentale per il prosieguo delle indagini. Nel frattempo l’avvocato De Paoli, che

assiste la famiglia della 62enne, ha incaricato altri due professionisti, il medico legale Mirella Libero e l’anestesista, professor Giampietro Giron, ad affiancare i consulenti del giudice nella perizia. Lo stesso hanno fatto i legali degli indagati che respingono ogni accusa.
 

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