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Dune da salvare, scelti quattro habitat

150 mila piante per Laguna del Mort a Eraclea, Bosco Nordio a Chioggia, Valle Vecchia e alla foce del Tagliamento a Caorle

MESTRE. Cinque anni di lavoro, quattro aree di intervento e una grande ambizione: recuperare e riqualificare alcuni habitat unici al mondo. È lo scopo del progetto Life Redune, già attivo da alcuni mesi ma che a breve diverrà pienamente operativo. Due i milioni di euro disponibili con l’Università di Ca’ Foscari quale leader nella gestione del progetto, e come partner Veneto Agricoltura, la Regione, Selc ed European Project Consulting. Il lavoro verrà svolto nella laguna del Mort e nelle pinete di Eraclea, al Bosco Nordio di Chioggia, a Valle Vecchia e nella laguna di Caorle alla foce del Tagliamento.

Obiettivi. La riqualificazione dell’habitat, la riduzione dell’impatto rappresentato dall’uomo e un’azione forte per sensibilizzare la gente e usare meglio questi spazi. Si andranno a riqualificare 35 ettari di pineta con 15 mila nuove piante, si incrementerà di 18 ettari l’area caratterizzata da ginepri con 55 mila nuove piante, si riqualificheranno 30 ettari di duna grigia con messa a dimora di 45 mila essenze, e infine a ricostruire tre chilometri di cordone dunale con 35 mila nuove piante anche in questo caso. In totale saranno 151 mila quelle utilizzate nel progetto. «I siti scelti non sono casuali», sottolinea Gabriella Buffa dell’Università di Ca’ Foscari e coordinatore scientifico del progetto Life Redune. «Ci sono infatti aspetti condivisi, un alto valore naturalistico, livelli altissimi di biodiversità e purtroppo anche un grande utilizzo dell’uomo che rappresenta un problema notevole».

Lavori. Se da un lato è previsto l’inserimento di migliaia di piante, la maggior parte in grado di fissare anche la sabbia all’area dunale, oltre che ripristinare le caratteristiche dell’habitat, è prevista pure la rimozione di moltissime oenothera stucchi, che occupano quasi 15 ettari di litorale, e che sono piante infestanti. Verranno inoltre creati un chilometro di nuove passerelle e dieci chilometri di staccionate per convogliare le persone solo in alcune zone, evitando che si calpestino piante e nidi di specie di uccelli rari come fratini e fraticelli, ma anche i rospi smeraldini o la beccaccia di mare. Previsto l’uso di cento fascine per proteggere le dune, quindi sarà fatta divulgazione e formazione.

Scelte. «I siti interessati dal progetto hanno caratteristiche uniche», sottolinea Alberto Negro, direttore di Veneto Agricoltura, denominata anche Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, «Valle Vecchia, che ci vede già protagonisti nella gestione di 850 ettari di terreno è un sito unico in Europa, poiché in questo momento è interessato da tre progetti Life in contemporanea, a dimostrazione della sua grandissima valenza naturalistica».

Veneto. In tutto questo la Regione è un partner importante “perché ci crede in questi progetti” , afferma Mauro Giovanni Vitti, dirigente nel settore biodiversità e parchi. «Ci rendiamo conto del patrimonio unico di cui disponiamo sul nostro litorale, e solo con tutela e protezione si ottengono salute e benessere per la cittadinanza. Una tutela che si deve aprire anche alla formazione per i giovani, educando alla conoscenza».

Pericoli. Con Life Redune si lavorerà anche a una adeguata risposta alla presenza di rifiuti giunti dal mare, oltre che al controllo della proliferazione delle specie vegetali esotiche sul litorale, e alla protezione delle specie di animali rari. In tutto il litorale veneto sono meno

di 30 le coppie di fratini che nidificano tra le dune e le spiagge, le cui uova sono quindi fortemente a rischio nel passaggio delle persone. Senza contare quello rappresentato in alcune aree da chi addirittura in spiaggia ci arriva con i fuoristrada.

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