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Architettura, San Servolo si rifà il look

Architettura, San Servolo si rifà il look

Bilancio in attivo e collaborazioni prestigione. L’ad Berro: «Isola strategica tra laguna e San Marco»

VENEZIA. In occasione della Biennale di Architettura, l’isola di San Servolo mostrerà al pubblico un nuovo look. Dal 26 maggio dalle camere alla reception, passando per il bar e per la sala conferenze, tutti gli interni saranno nuovi e firmati da prestigiose aziende del design.

Il progetto è soltanto l’ultimo di una serie di iniziative che stanno portando l’isola, al 100% della Città Metropolitana, sempre più al centro del panorama internazionale.

Nel 2017 il bilancio parla chiaro: 3 milioni di ricavo con circa 2,5 milioni di spese, il che significa 500 mila euro di utile lordo da reinvestire e senza contare gli utili del Gral (Gestione risorse alieutiche lagunari), sempre della Città Metropolitana.

L'isola di San Servolo, da manicomio a centro culturale Ecco l'isola dove si parla inglese, gli abitanti sono tutti giovni e le porte deghli archivi storici sono sempre aperte al pubblico. San Servolo oggi, tra Museo della follia e Archivio Basaglia (video Interpress)


In questo periodo sta infatti avvenendo l’inclusione della società che si occupa dei 3.500 ettari di allevamenti di vongole che, per la Riforma Madia, verrà assorbita nella San Servolo Servizi, già referente per il Museo di Torcello e per Villa Widman a Mira. Intanto l’isola si prepara per il Venice Innovation Design.

«Il nuovo allestimento degli spazi rientra nel progetto di fare di San Servolo il punto di riferimento per il Design» spiega l’ingegnere Andrea Berro, ad della San Servolo Servizi. «Gli interni avevano bisogno di un rinnovamento, così abbiamo preso contatti con le aziende presenti al Salone del Mobile chiedendo se fossero interessate a rifare alcuni interni».

Il restyling sarà quasi a costo zero. In cambio dei mobili firmati da ditte che hanno un forte appeal sul mercato, San Servolo ha offerto gratuitamente l’uso di alcuni spazi durante l’anno e la possibilità di essere presente in un’isola che sta conquistando sempre più credito a livello culturale.

Molte le aziende venete con fama mondiale che hanno accettato, alcune anche gratuitamente: la padovana Lago rifarà il bar, la veneziana Cosentino curerà invece il corridoio utilizzato per le esposizioni, detto manica lunga, che collega l’ingresso al bar.

La reception sarà rinnovata dalla Oikos con sede nel veneziano e la parete attigua diventerà multimediale grazie all’intervento della jesolana Tosetto. Per quanto riguarda invece le camere Berro ha trovato nelle ditte comasca Fimes e nella noalese Attico (quella che ha arredato con Staygreen la casa del Grande Fratello), piena disponibilità.

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«Abbiamo 330 posti letto per 175 camere» spiega l’ingegnere, «in genere sono occupate dagli studenti della Venice International University e del Collegio di Merito di Ca’ Foscari una quarantina di camere, mentre il resto sono date all’interno dei pacchetti che forniamo per i convegni che avvengono di continuo». Quando però le camere non sono utilizzate, c’è posto anche per qualche turista.

«Chi viene qui vuole essere vicino alla città (8 minuti da San Marco, ndr), ma anche sentire l’atmosfera della laguna» spiega Berro. «Siamo soddisfatti di quanto stiamo facendo anche perché non abbiamo nessuno scopo accentratore quanto semmai vorremmo fungere da cerniera per le istituzioni della città, dando vita a molte iniziative». (v.m.)
 

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