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Storie diverse di cooperazione culturale Dalla “Qualità” al colosso “Coopculture”

Tra le storie di impresa portate a Forte Marghera dalla neonata “Culturmedia”, dedicata alle cooperative che operano nel settore turistico, culturale e di comunicazione, ci sono anche storie tutte...

Tra le storie di impresa portate a Forte Marghera dalla neonata “Culturmedia”, dedicata alle cooperative che operano nel settore turistico, culturale e di comunicazione, ci sono anche storie tutte veneziane. Come quella della coop “Qualità” di Marghera nata nel Duemila come cooperativa di pulizie che dava lavoro a persone svantaggiate e che oggi ha 16 dipendenti, 24 soci e un fatturato di oltre 360 mila euro che si occupa in particolare di far rivivere il borgo di Altino, a Quarto d’Altino, e gestisce il centro “Le vie”, collegato al Museo archeologico di Altino, luogo che da anni si cerca di valorizzare e far conoscere al turismo di massa che visita Venezia. Altro esempio portato ieri al simposio di Legacoop è invece quello di “Coopculture”: 50 milioni di euro di fatturato, 844 soci e 1409 addetti e che da sola produce quasi il 25 per cento del fatturato di settore del Veneto e che a Venezia ha preso la gestione di Palazzo Ducale, del Correr, di Ca’ Rezzonico, del museo Ebraico di Venezia e di altri musei della rete civica veneziana. La stessa cooperativa gestisce varie biblioteche e ha preso la gestione anche dell’Orto Botanico di Padova. La coop ha anche

una sezione dedicata alle attività didattiche e ora punta a concentrarsi proprio sui territori in modo innovativo. Esperienze che spiccano nel panorama di 43 imprese venete aderenti alla Lega delle cooperative che nel turismo e nei beni culturali lavorano e danno lavoro. (m.ch.)

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