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I ponti della provincia passati ai raggi X

Controlli al via su 22 strutture in tutta l’area metropolitana dopo le prime mappature del 2013 e del 2016 su 48 opere

La Città Metropolitana passa ai raggi X i ponti di tutto il territorio provinciale.

L’ente ha affidato a una ditta specializzata, la 4emme Service, il compito di verificare le condizioni di 22 ponti lungo le strade di competenza provinciale. Di queste strutture, 12 si trovano nell’area sud della provincia, sull’Idrovia, sul Brenta e sul Naviglio Brenta, sull’Adige e sul canale Taglio Nuovissimo. Mentre nell’area nord i ponti oggetto di controlli saranno 11, di cui 3 nel Sandonatese e 8 nel Portogruarese. Il monitoraggio è fondamentale non solo per garantire la sicurezza dei ponti, ma anche per definire le attività di manutenzione programmata delle strutture. Non è la prima volta che la Città Metropolitana attua una ricognizione dei suoi ponti. Nel 2013 era già stato fatto un censimento e nel 2016 un primo monitoraggio. Finora sono già stati controllati 48 ponti, a cui adesso si aggiungeranno altre 22 strutture. «Stiamo procedendo per verifiche successive. Già nel 2013», spiega Andrea Menin, dirigente del settore viabilità della Città Metropolitana, «abbiamo fatto un monitoraggio ampio di quasi tutti i manufatti, catalogandoli con un bollino rosso, giallo o verde a seconda se ritenuti critici, mediamente critici o non critici. E sulla base di quell’attività abbiamo già finanziato una serie di interventi. Abbiamo una quindicina di ponti, su cui i cantieri sono in fase di lavori o di appalto. Adesso stiamo procedendo con il monitoraggio, che consiste in verifiche un po’ più approfondite su altri manufatti, dove non avevamo ancora dei dati sufficienti».

I monitoraggi possono essere di vario tipo: visivo, con prove di carico o sondaggi sui materiali. Dove s’intravede un rischio immediato, si interviene in modo celere. E’ quanto accaduto con la quindicina di ponti che già nel 2013 erano stati rilevati di livello alto di criticità. Tra questi, anche il ponte di Portegrandi sulla Jesolana, snodo fondamentale per i collegamento tra Mestre e il litorale. Di recente la Città Metropolitana ha approvato il progetto esecutivo per i lavori di risanamento conservativo e consolidamento strutturale di altri cinque di questi manufatti. Si tratta del ponte sul canale Pionca a Mira sulla provinciale 29 Mira-Borbiago, del ponte sul canale Siloncello a Quarto d’Altino sulla strada 41 Quarto-Portegrandi, del ponte sul canale della Pace a Torre di Mosto sulla provinciale 58 Staffolo-Ceggia, nonché dei manufatti 30 sulla Roggia dell’Ingegnere e 80 in località Villanova sulla provinciale 75 a San Michele al Tagliamento. La spesa complessiva è di 682 mila euro. «A marzo riprenderemo i lavori sul ponte sulla provinciale Rebosola tra Chioggia e Ca’ Bianca, sospesi perché i cittadini si erano opposti alla chiusura del ponte senza una viabilità di facile percorrenza»,

conclude Andrea Menin, «poi abbiamo appaltato i lavori al ponte a Paluello di Stra sul Naviglio Brenta, a Cavarzere sul manufatto che sovrappassa la ferrovia e sul ponte a bilanciere di Caorle, per cui nei giorni scorsi sono state aperte le buste».

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