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Stalking all’ex moglie condannato a un anno

FOSSALTA DI PIAVE. Stalking all’ex moglie, condannato a un anno di reclusione con l’applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per il 52enne D. L. di Fossalta di Piave. Per lui...

FOSSALTA DI PIAVE. Stalking all’ex moglie, condannato a un anno di reclusione con l’applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per il 52enne D. L. di Fossalta di Piave. Per lui anche il risarcimento danni alla parte offesa che si è costituita parte civile. Una pena esemplare che dovrebbe consentire alla donna di vivere una vita normale dopo anni di minacce e vessazioni che l’hanno scossa e destabilizzata. La vittima è D.M., 51enne di Fossalta di Piave, da anni vessata dall’ex marito. Separati ormai da 10 anni, l’uomo non si era mai rassegnato alla rottura del rapporto e ha continuato a perseguitare la ex. Pedinamenti, appostamenti sul luogo di lavoro e davanti a casa, minacce e ingiurie.

Già arrestato e condannato per fatti simili, è ora stato condannato per altri fatto risalenti dal 2014 al 2015. Nonostante la precedente condanna, D.L. non ha smesso tormentare l’ex moglie. La donna ha iniziato a essere una reclusa, non potendo più vivere serenamente la sua vita, i propri spazi personali e di lavoro. Davanti al giudice Paccagnella, Gip del Tribunale di Venezia, si è concluso il procedimento con una sentenza di condanna a un anno di reclusione, cui si è aggiunta l’applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata per lo stalker che dovrà risarcire danni per la parte offesa, costituitasi parte civile.

La donna, perseguitata nonostante le condanne, non si è mai arresa. Coraggiosamente ha continuato a denunciare il suo ex compagno, rivolgendosi infine agli avvocati Angelo Lorenzon e Daniela Bianco di San Donà, i quali hanno preso subito a cuore il caso. Gli avvocati si sono subito premurati di assicurare un po’ di serenità e sicurezza alla propria assistita. Nonostante il processo in corso infatti, l’imputato, ora condannato, aveva continuato a perseguitarla, minacciando a più riprese la donna. L’avvocato Lorenzon ha chiesto, a protezione della propria assistita, l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari e del braccialetto elettronico per tenerlo lontano dalla ex moglie.

«Solo

così la signora», spiegano gli avvocati Lorenzon e Bianco, «profondamente turbata e provata da anni di vessazioni, ha potuto recuperare un briciolo di serenità e assistere coraggiosamente allo svolgimento di tutto il processo fino alla condanna».

Giovanni Cagnassi

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