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Un chilo di Cannabis in regalo al pubblico: «No al proibizionismo»

L’iniziativa di "+Europa" dopo il negozio chiuso a Venezia. Della Vedova: «Nel nostro programma c’è la legalizzazione»

MESTRE. Un chilo di cannabis light, con valore di Thc inferiore allo 0,2 per cento, è stata distribuita ieri all’auditorium Plip di Mestre a quanti hanno partecipato alla iniziativa di “+Europa”, la lista che vede a Venezia come capolista Emma Bonino e che vede assieme, in coalizione con il Pd, i radicali e il Centro democratico di Tabacci, rappresentato da Michele Scibelli, candidato al plurinominale di Venezia. Iniziativa irriverente, in pieno stile antiproibizionista, e insolita per la campagna elettorale, attuata in una città dove pochi giorni fa un negozio, il “Cannabis store Amsterdam” è stato chiuso per irregolarità amministrative dai vigili, dopo un esposto di Luigi Corò del comitato Marco Polo. Le parole del sindaco, quel «A Venezia non si passa», a commento del sequestro, hanno portato ieri alla risposta antiproibizionista.

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«A Venezia, il sindaco si è fatto prendere la mano. Manco fosse, uno sceriffo, in stile Gentilini. Brugnaro non si metta a fare la guerra a cose che non sono illegali. Guardi avanti, lasci stare il proibizionismo», dice Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri del governo Gentiloni ed ex presidente dei Radicali Italiani. Il politico liberale ha portato avanti il lavoro di intergruppo per un disegno di legge sulla legalizzazione della cannabis firmato da oltre 300 parlamentari e che ha portato alla legalizzazione della cannabis terapeutica. Della Vedova è antiproibizionista, spiega, da più di vent’anni. La cannabis terapeutica per i malati è un primo passo, hanno spiegato ieri i rappresentanti della lista “+Europa” davanti ad un pubblico giovane e attento e adulti esperti, compresi medici di base. «Siamo i soli a mettere nero su bianco nel programma elettorale che siamo per la legalizzazione. Tutti gli altri partiti, dal Pd ai 5 Stelle, pur avendo firmato il disegno di legge, non ne parlano nei programmi», spiegano i radicali.

Antonella Soldo, presidente dei Radicali Italiani, e Luca Marola, titolare di aziende produttrici di cannabis, hanno dato voce ad anni di battaglie per la legalizzazione di una sostanza, la cannabis, che non uccide nessuno. Anzi, è un valido aiuto per malati cronici che oggi, pur fatta la legge, non trovano la sostanza in farmacia perché lo Stato ne produce troppo poca. E sono convinti che liberalizzando le droghe leggere si tolga una bella fetta di mercato agli spacciatori e i più giovani imparino a stare lontani dalla droga.

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«Il caso del negozio chiuso a Venezia è avvenuto come se nessuno ricordasse in città anni di dibattiti, processi, del confronto sulla cannabis terapeutica; della vendita legale di quella terapeutica in 26 Stati americani e di quella ricreativa in altri 9 Stati Usa. Oppure del fatto che dal primo luglio prossimo il Canada sarà il primo paese al mondo a legalizzare la cannabis», spiega Marola. «Il 94% di sequestri delle forze dell’ordine riguarda cannabis. Non c’è la stessa percentuale come eroina e cocaina», precisa la Soldo.

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