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Isola di San Secondo con piscina, biciclette e impianti green

Atteso l’annuncio del Demanio per il progetto vincitore Il punteggio più alto è stato ottenuto dalla veneziana Tev

VENEZIA. Hanno ottenuto il numero più alto nel Bando Valore Paese Fari, ma per sapere se il Demanio assegnerà il progetto dell’isola di San Secondo alla società veneziana Tecnologie Ecologiche Venezia (Tev srl), bisognerà aspettare la prossima settimana. Se così fosse nel 2020 l’isola vicino al Ponte della Libertà diventerebbe fruibile da ciclisti e veneziani, con acqua potabile ricavata dalla laguna e una piscina a cielo aperto, separata dall’acqua salmastra solo da un vetro trasparente.

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VENEZIA. Hanno ottenuto il numero più alto nel Bando Valore Paese Fari, ma per sapere se il Demanio assegnerà il progetto dell’isola di San Secondo alla società veneziana Tecnologie Ecologiche Venezia (Tev srl), bisognerà aspettare la prossima settimana. Se così fosse nel 2020 l’isola vicino al Ponte della Libertà diventerebbe fruibile da ciclisti e veneziani, con acqua potabile ricavata dalla laguna e una piscina a cielo aperto, separata dall’acqua salmastra solo da un vetro trasparente.

Il fortino ottocentesco diventerebbe un centro conferenze e un luogo di ristoro che accoglie residenti e turisti che potranno arrivare a San Secondo o via mare con un barchino o via bici, grazie a un ponte galleggiante che unirà l’attuale pista ciclabile all’isola. La proposta di Roberto Pellay, tra i massimi esperti in città di impianti di depurazioni e storico ambientalista, è quella di una struttura per ciclisti escosostenibile e reversibile, con impianti green di ultima generazione e strutture ricettive in legno e sughero a impatto zero sull’ambiente.

Il progetto, firmato dall’architetto Patrizio Corrò, rispecchia la sensibilità di chi conosce la laguna e non ne può più di vedere sempre nuovi alberghi di lusso. «Abbiamo pensato di rivolgerci a una fetta di turismo che non è ancora presa in considerazione, quella dei ciclisti, e ai veneziani che potranno accedere alla piscina, alla sala conferenze e al posto di ristoro» spiegano Pellay e Corrò «Tutto è ecosostenibile, dagli alloggi al sistema fognario. Il progetto totale costerebbe 5 milioni, con un canone di 60 mila euro all’anno per 50 anni».

Come più volte ripetuto, il Demanio punta alla qualità del progetto, ma la prossima settimana ci sarà la verifica dell’investimento economico e bisognerà vedere cosa propone il secondo arrivato, la società sarda New Fari che si è già aggiudicata dal Demanio il Faro di Ponza e altri beni. «Noi abbiamo 66 punti su 70, loro 63. Per l’offerta economica ci sono 30 punti, si aggiudica il progetto chi ha più punteggio» proseguono i rappresentanti della società «Noi pensiamo di conoscere bene la laguna di Venezia e Pellay ha fatto la maggior parte degli impianti di depurazioni in città, oltre che ad avere anche la paternità di molti brevetti».

Eh sì, perché la novità, oltre a bere l’acqua della laguna (depurata), è che ci sarebbe un impianto molto sofisticato anche per la fognatura che verrebbe trattata e in parte utilizzata per irrigare i giardini previsti dal progetto.

«Per realizzare il ponticello dovremmo scavare sotto il Ponte della Libertà» prosegue Corrò «Il che potrebbe essere molto positivo perché in linea con i lavori attuali che mirano a riportare l’acqua in circolo, come farebbe anche la realizzazione della piscina. I fanghi verrebbero analizzati e quelli che si possono riutilizzare riciclati, gli altri smaltiti secondo le norme».

Anche gli alloggi sono pensati per un pubblico sportivo, tutti con bagni esterni per evitare impianti: tende ecologiche e spartane (glamping), camerate con letti e dei posti esterni dove chi vuole può mettere la tenda. «Tutto questo è reversibile» concludono «E rispetta la laguna».

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