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«Una Venezia stereotipata», bocciato il film di Eastwood

Venezia. Ieri la prima, agli spettatori non è piaciuto come è stata rappresentata la città. «Turisti da interrail che mangiano la pizza al Gritti e dialoghi troppo scontati»

VENEZIA. Incoerente e poco emozionante, con una Venezia che non ha nulla a che vedere con quella reale. I veneziani bocciano la Venezia di Clint Eastwood: «La città è bella perché è bella, ma è la solita americanata». Dopo i tre giorni di follia estiva che hanno visto la città impazzire a caccia del regista americano, ieri la grande attesa per la prima di «15.17 Attacco al treno», è stata una delusione. Una trentina le persone allo spettacolo delle 17.20, molte rimaste basite dal flop del re ...

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VENEZIA. Incoerente e poco emozionante, con una Venezia che non ha nulla a che vedere con quella reale. I veneziani bocciano la Venezia di Clint Eastwood: «La città è bella perché è bella, ma è la solita americanata». Dopo i tre giorni di follia estiva che hanno visto la città impazzire a caccia del regista americano, ieri la grande attesa per la prima di «15.17 Attacco al treno», è stata una delusione. Una trentina le persone allo spettacolo delle 17.20, molte rimaste basite dal flop del regista considerato una star. Su Venezia poi le critiche sono arrivate a pioggia: «È la Venezia degli americani, ne esce proprio come gli americani vedono l’Europa» commenta Giacomo Nassisi. «Mi dispiace dirlo, ma non c’è proprio cultura, non sanno niente di storia, dove passano colonizzano con le loro abitudini. La Venezia che si vede è la solita, dal Canal Grande a Piazza San Marco, quindi la classica Venezia da cartolina che tutti vogliono vedere, ma anche i dialoghi mi hanno deluso. Per esempio, quando i giovani si trovano di fronte ai quattro maestosi cavalli della Basilica, li guardano e uno dice Ho una fame che mi mangerei un cavallo. Oppure entrano nella Basilica e una ragazza che è con loro esclama che è molto scura all’interno. Mi sembra che questo si commenti da sé».

Deluso anche Maurizio Morgantin, veneziano e pronto per il primo spettacolo: «L’unica cosa bella del film è Venezia» afferma domandandosi come sia possibile che il maestro Eastwood abbia fatto un film così noioso. Quello che non è piaciuto è l’incoerenza che Eastwood dimostra: «Questi ragazzi vengono presentati come sempliciotti, ma accedono a dei posti lussuosi che nella realtà non potrebbero permettersi» afferma Roberta Bisutti. «Per esempio quando entrano al Gritti, mangiano una pizza, come se fosse un posto dove vanno i giovani che fanno l’inter-rail e come se si potesse andare al Gritti a mangiare una pizza». Insomma, alla fine se esce una città diversa da quella che è, fuori dalla realtà, dove il lusso sembra a portata di mano di tutti: «La città in sé è venuta bene perché è bella» prosegue Bisutti. «Però l’immagine che ne viene fuori è qualcosa che non esiste». «Non so con che budget questi ragazzi girassero» afferma Lia Vianello, «ma mi sembra che mostrare dei giovani che fanno l’inter-rail che vanno al Gritti a mangiare una pizza non rifletta molto la città. Mi sembra un approccio al viaggio che non è molto realistico. Non c’è nemmeno una calle». E poi c’è quel vaporetto che va avanti e indietro per il Canal Grande, percorrendo Rialto e la stazione in pochi secondi, con i ragazzi che mangiano il gelato in una piazza quasi vuota. Insomma, bocciato anche Eastwood.