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Nella corsa per il sindaco del Piave il centrodestra resta diviso

Nemmeno l'arrivo del parlamentare riesce a ricucire l’alleanza. Anzi, apre un nuovo "caso" tra "alleati" 

SAN DONÀ. La Lega diserta, assieme a Fratelli d’Italia e Direzione Italia, l’incontro per la presentazione di Renato Brunetta nel collegio uninominale del Veneto Orientale. Prima il candidato sindaco unitario per San Donà oppure questo sarà l’atteggiamento della base leghista sandonatese. Ma Brunetta taglia corto: «Qui c’è il segretario nazionale Toni Da Re e questo per me conta, il resto sono piccole gelosie e miopie locali, che rientrano nel confronto politico». L’assenza più clamorosa è n ...

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SAN DONÀ. La Lega diserta, assieme a Fratelli d’Italia e Direzione Italia, l’incontro per la presentazione di Renato Brunetta nel collegio uninominale del Veneto Orientale. Prima il candidato sindaco unitario per San Donà oppure questo sarà l’atteggiamento della base leghista sandonatese. Ma Brunetta taglia corto: «Qui c’è il segretario nazionale Toni Da Re e questo per me conta, il resto sono piccole gelosie e miopie locali, che rientrano nel confronto politico». L’assenza più clamorosa è naturalmente quella del vicegovernatore del Veneto, Gianluca Forcolin, assieme al segretario provinciale Luca Tollon e a quello sandonatese, Alberto Schibuola, che avevano preannunciato l’assenza con largo anticipo. E non si sono visti neppure militanti o sostenitori. Lo avevano detto che non sarebbero venuti da Brunetta e così hanno fatto, polemizzando sul mancato accordo per una candidatura unica a San Donà.


La Lega ha lanciato in estate la farmacista Francesca Pilla, seppure indipendente, ma FI ha poi contrapposto il chirurgo Paolo Madeyski dimostrando di avere un suo carattere e anche di accettare le direttive dall’alto. Brunetta ha fatto parziale mea culpa: «Bisogna dire che abbiamo mancato in questa scelta di un candidato unico finora, ma vincere alle politiche con la maggioranza assoluta ci darà la forza per ragionare il giorno dopo su un candidato di sintesi per vincere subito al primo turno anche a San Donà». Il segretario nazionale del Carroccio Toni Da Re è arrivato da Vittorio Veneto con la sua flemma e autocontrollo proverbiali. Non si smuove di un millimetro: «Sono a San Donà con Giorgia Andreuzza, noi siamo arrivati qui come promesso. Per il resto, credo che bisognerà ragionare adesso con calma, dopo le politiche, sul candidato sindaco a San Donà come faremo in tutti i Comuni».

Ma certo, anche Da Re non può nascondere un po’ di imbarazzo davanti alle assenze eccellenti del Carroccio. Il candidato unitario per San Donà, secondo loro, andava deciso il giorno prima, anzi molti giorni prima, e non dopo le politiche. Forcolin ieri non ha voluto commentare la decisione di non partecipare. E il suo silenzio è apparso più che eloquente. Ricorda un po’ Nanni Moretti nel film cult “Ecce Bombo”, dove si chiedeva se sarebbe stato notato di più se fosse venuto standosene in disparte o se non fosse venuto affatto. Nessun dubbio per il vicegovernatore del Veneto: di lui neppure l’ombra.(g.ca.)