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Venezia, incubo spaccio. Proteste a San Pantalon

Intervento dei carabinieri con un arresto. La paura dei commercianti: «Qui è terra di nessuno, squadrati dagli spacciatori»

VENEZIA. L’arresto per spaccio di mercoledì sera, in zona San Pantalon, è l’ultimo episodio di una storia che va avanti da tempo. E che provoca l’esasperazione di residenti e negozianti. Saracinesche abbassate prima della chiusura, per evitare incontri spiacevoli.

Paura a camminare per strada, e bambini controllati a vista da genitori preoccupati, lì dove una volta si giocava a pallone. Tanto che c’è qualcuno che definisce San Pantalon come una “dogana”, dove non si passa senza prima essere squadrati. Occhi bassi e passo veloce per superare di fretta una zona dove ogni sera una decina di uomini staziona - con fare molesto, secondo molti - e spaccia a cielo aperto. Così residenti e negozianti descrivono la situazione tra campo San Pantalon e campiello Mosca. Mercoledì sera i carabinieri hanno dato un segnale di presenza sul territorio. In una retata notturna, condotta da una decina di carabinieri in divisa e in borghese, è finito in manette Belan Muslah, 28enne libanese con precedenti alle spalle. I reati contestati sono spaccio di stupefacenti, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.


Colto in flagrante, Muslah ha gettato la droga in acqua. Controlli che sono solo all’inizio, dicono dal comando dei carabinieri: «Questo tipo di operazioni continueranno durante tutto il periodo del carnevale e proseguiranno se necessario fino a quando il fenomeno dello spaccio di stupefacenti non sarà completamente debellato». Già, perché a sentire chi quei posti li vive tutti i giorni la situazione è diventata insostenibile. «La questione è seria: abbiamo paura a camminare per strada. Io non faccio più giocare mia figlia fuori dal negozio, non mi fido. Capita anche che entrino dentro, e che ci guardino male se non chiudiamo le luci della vetrina», confessa una negoziante di calle San Pantalon, che preferisce l’anonimato, «Perché non c’è vigilanza?».

Il gruppo in questione è composto da numerose persone, che a quanto pare stazionano ogni sera tra gli scalini della chiesa, il campo e i ponti nei paraggi. L’organizzazione è ben rodata: secondo alcuni testimoni della zona, i punti di accesso al campo sarebbero sorvegliati da pali, pronti a dare l’allarme in caso di arrivo delle forze dell’ordine. Lo spaccio, poi, avverrebbe in una calle cieca in campiello Mosca. «E comunque», sostiene un’altra residente della zona, «se vengono qui ogni sera significa che c’è qualcuno che compra».

Esasperati, i residenti si stanno organizzando e a breve dovrebbe nascere un comitato dal nome “Controllo del vicinato”. Tra le richieste immediate, ci sarebbe l’aumento dell’illuminazione, l’installazione di telecamere e la vigilanza privata. «Perché se mancano risorse e persone», sostiene un altro residente della zona, «ci si organizza con le proprie forze».

Dopo il primo segnale di mercoledì notte, le autorità hanno garantito che i riflettori rimarranno accesi su San Pantalon.

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