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Centri migranti, addetti pronti a scioperare

Cona. Tutti i 250 dipendenti della Edeco in agitazione. Maisto (Cisl): «Attaccati davanti ai nostri occhi»

CONA . «Pronti allo sciopero»: stavolta a protestare negli hub di Conetta e Bagnoli, ma anche in altri centri di accoglienza sparsi regione, non sono i profughi ma i dipendenti della cooperativa Edeco.

Sono quasi 250 le persone tra operatori, mediatori linguistici e culturali, educatori, autisti e molte altre figure professionali impegnate quotidianamente nella gestione dell’accoglienza nei due campi affidati ad Edeco e in un’altra decina di strutture di accoglienza in Veneto, fra cui Battaglia Terme, Montagnana, Este, Loreo. Un piccolo esercito che ora minaccia di incrociare le braccia dopo il fallimento delle recenti trattative su orari di lavoro, aspetti contrattuali, sicurezza.

L’ultimo, drammatico, incontro si è tenuto l’altro giorno nella sede di Edeco a Battaglia Terme, fra gli amministratori di Edeco, rappresentati dalla presidente Sara Felpati insieme al marito Simone Borile, responsabile tecnico della coop, e gli esponenti della Cisl funzione pubblica. Il clima si è fatto da subito incandescente e, di fronte alla richieste dei sindacalisti, sono volate parole grosse e tutto si è concluso con un nulla di fatto.

«È stato un incontro spiacevole» afferma Franco Maisto della Cisl di Padova e Rovigo «durante il quale i tre rappresentanti dei lavoratori sono stati pesantemente attaccati e impauriti dai responsabili di Edeco, il tutto sotto i nostri occhi. È un atteggiamento che non possiamo accettare e che vanifica il lavoro di mediazione condotto in questi mesi, con numerosi incontri con i lavoratori nei centri di accoglienza, dove regna un forte malcontento. I problemi che abbiamo sollevato sono gravi e meritano di essere presi in considerazione. A questo punto, di fronte a questo atteggiamento ostile e alla mancanza di risposte, abbiamo deciso di proclamare lo stato di agitazione del personale».

Come primo atto la Cisl ha informato il prefetto di Padova Renato Franceschelli e la commissione di garanzia per la legge sullo sciopero, chiedendo alle autorità di cercare una forma di conciliazione. Non è escluso che i lavoratori possano comunque proclamare uno sciopero nei prossimi giorni. «Dallo scorso ottobre abbiamo attivato un tavolo di lavoro con Edeco per risolvere le problematiche emerse, senza però ottenere alcuna risposta. Denunciamo la mancanza di un sistema di rilevazione delle presenze elettronico che consenta di capire gli effettivi orari dei lavoratori, che lamentano un notevole surplus orario non retribuito e non trattabile. Numerosi contratti sono stati trasformati da full a part time, due ore la mattina e due la sera, facendo lavorare gli operatori nelle ore di presenza in base senza che potessero essere tracciate. Abbiamo riscontrato anche una forte riduzione di personale, con gravi ripercussioni sulla gestione ordinaria e sulla sicurezza, e mancati riposi per gli autisti con turni di anche 10-14 ore consecutive. Rispetto al numero degli ospiti, poi, c’è un esiguo numero di mediatori linguisti ed insegnanti mentre i lavoratori vengono usati in turni diurni e notturni senza

interruzioni. Infine abbiamo il sospetto che alcuni richiedenti asilo vengano impiegati in sostituzione dei lavoratori mancanti».

Negli ultimi mesi, intanto, il numero di ospiti nelle ex basi di Bagnoli e di Conetta è sceso sensibilmente.

Nicola Stievano

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