Quotidiani locali

Virus più resistenti, colpa del clima

Ricerca di Ca’ Foscari usata per il G7 Salute sottolinea l’importanza dei vaccini

VENEZIA. La ricerca realizzata da Ca’ Foscari in occasione del G7 Salute e approvata all’unanimità dai paesi partecipanti, è stata pubblicata da The Lancet, storica rivista medica fondata nel 1823. Dai primi mesi del 2017, il Ministero della salute ha chiesto la collaborazione (in vista dell’appuntamento internzionale dello scorso novembre) di un team di ricercatori cafoscarini per mettere a punto una lista con le priorità e le azioni indispensabili per fronteggiare i cambiamenti climatici, ridurre le emissioni e rafforzare i sistemi di sorveglianza.

Secondo i ricercatori veneziani, la maggior frequenza di ondate di calore, precipitazioni fuori dalla norma e siccità, ha avuto effetti rilevanti sulla salute di uomini e animali. E, di riflesso, anche sulle condizioni di vita e di lavoro delle persone. Per la sua ricerca, Ca’ Foscari ha interpellato oltre 700 esperti di tutto il mondo segnalati dalle organizzazioni internazionali sedute al tavolo del G7 (Oms, Fao, Commissione europea, Efsa, Ocse). Come pubblicato da Lancet, la ricerca di Ca’ Foscari ha riguardato due diversi piani di intervento. Il primo, a livello locale, ha evidenziato l’aumento di resistenza agli antimicrobici. In pratica, i nostri antibiotici sembrerebbero sempre meno efficaci nel contrasto alle malattie infettive. Per questo motivo, ci si è impegnati a investire di più nella ricerca e nella creazione di reti di conoscenza sull’argomento. A livello globale, invece, i problemi emersi hanno riguardato la disponibilità e la qualità delle infrastrutture idriche nei paesi più a rischio, conseguenza dei cambiamenti climatici. Un’altra questione ha riguardato le vaccinazioni, in particolare con riferimento alle popolazioni migranti. In particolare, gli esperti del G7 si sono concentrati sia una maggiore diffusione delle vaccinazioni nei paesi d’origine, sia come profilassi nell’accoglienza.

La riduzione delle emissioni, invece, è l’unica tematica non inserita nel comunicato finale. Le cause sarebbero da ricercare nello scetticismo statunitense sui

temi ambientali. «Una rivista del calibro di The Lancet», continua il professore, «non avrebbe pubblicato la ricerca se non avesse avuto rilevanza sostanziale, sia in termini scientifici sia per il dialogo che si è sviluppato nel mondo scientifico internazionale». (e.p.)

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO

Sconti sulla stampa e opportunità per gli scrittori