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Truffato, disegnatore in difficoltà economiche

Giolo ha perso 7.000 euro e ha dovuto pagare i servizi delle società di recupero credito

CONA. Truffato da Giorgio Vidali ora si ritrova in forti difficoltà economiche. A denunciare la vicenda anche ai carabinieri è Marco Giolo, 45 anni, disegnatore e regista residente a Cona che racconta direttamente cosa gli è capitato.

Ha perso a causa di Vidali quasi 7 mila euro e ha dovuto pagare i servizi delle società di recupero del credito. «Nell’agosto del 2015», spiega il disegnatore Giolo, «Giorgio Vidali si è presentato da me per sapere se avrei potuto realizzare un videoclip musicale a disegni animati per un progetto che stavano proponendo alla McDonald’s Italia spa. Chiesi la ragione sociale alla quale avrei dovuto intestare il preventivo, e ricevetti quella della Errepiemme sas di Giuliano Disarò. Ricevetti quindi l’approvazione dello stesso firmato da Giorgio Vidali. Vidali tornò diverse volte a trovarmi per discutere i dettagli del lavoro che avevo cominciato a realizzare non appena ricevuta la conferma d’ordine. Dietro mia insistenza, il 18 agosto 2015, ricevetti la ricevuta del versamento dell’acconto da parte di Giorgio Vidali tramite il conto corrente di una società che non avevo mai sentito, una certa Rpm Communication con valuta posticipata però al 31 dello stesso mese».

Giolo non si fermò. «Io andai avanti comunque con il lavoro», dice, «che terminai nei tempi previsti. L’acconto non arrivò mai. Disse di non avere idea di cosa fosse successo, che avrebbe controllato e quindi provveduto. Al mio successivo sollecito e poi mi spiegò che avrebbe provveduto al pagamento in altro modo per problemi tecnici che aveva momentaneamente con la sua banca. Giuliano Disarò, dopo aver ricevuto la mia diffida di pagamento, si dissociò da ogni possibile coinvolgimento con Vidali e, sotto consiglio della mia agenzia di recupero crediti, preferì procedere nei confronti di Giorgio Vidali come persona fisica piuttosto che alla Errepiemme sas. Vidali tentò di temporeggiare per qualche mese e alla fine procedemmo con il decreto ingiuntivo al quale lui non fece opposizione e venne condannato al pagamento sia del lavoro, che delle spese legali e degli eventuali interessi Non potei procedere al pignoramento del suo conto Siae, né ad altre azioni come ipoteche in quanto non ero più in grado di sostenere ulteriori spese legali».

Giolo spiega che dedicandosi: «alle fandonie di Vidali trascurai un altro lavoro molto importante al quale stavo lavorando che mi portarono a mancare occasioni importanti di investimenti già pianificate». (a.ab.)