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«L’Azienda Zero permetterà di concentrarsi sulle cure»

Parla il direttore generale Dal Ben che promuove il piano appena approvato «Mettere insieme professionalità e buone pratiche, siamo sulla strada giusta»

È trascorso un anno dall’unificazione delle aziende sanitarie di Venezia, Mirano-Dolo e Chioggia, un percorso non ancora concluso con l’avvento dell’Azienda Zero che ha tolto anche competenze sul territorio. Aspetti che il direttore generale della Usl 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben, analizza nel dettaglio.

«Il percorso di unificazione che si sta compiendo qui, come in ogni altra azienda veneta, ha due livelli: quello che possiamo dire strutturale, che passa attraverso gli atti formali, e quello più interno all’azienda sanitaria, che confronta le esperienze, unifica via via le procedure, mette in comune professionalità e buone pratiche. Credo che si possa dire che in entrambi i livelli l’Usl 3 sta camminando spedita. A livello istituzionale stiamo ovviamente rispettando la road map indicata dalla Regione; quanto al percorso che stiamo compiendo al nostro interno, vedo grande disponibilità e vedo mettersi in atto, com’è doveroso, ogni possibile condivisione di esperienze e buone pratiche, perché il servizio all’utenza migliori su tutto il territorio».

Che importanza riveste il vostro nuovo atto aziendale?

«È stata ridefinita in queste settimane la governance dell’azienda e certifica il cammino svolto, mettendo insieme i due livelli di cui parlavamo».

Azienda Zero: cosa cambia per l’Usl Serenissima?

«Il ruolo dell’Azienda Zero è stabilito proprio dalla riforma di cui parlavo e il nuovo ente sta progressivamente assumendo le funzioni che gli sono attribuite. L’Azienda Zero va a inserirsi in un contesto in cui era già importante il rapporto tra l’operato delle aziende sanitarie del territorio e il livello regionale. E per quel che riguarda direttamente il cittadino, credo sia importante sottolineare come l’Azienda Zero fornisca un aiuto e supporto importante alle Usl. Demandando all’Azienda Zero tutta una serie di attività amministrative, le aziende sanitarie possono concentrarsi al meglio sulla gestione dei servizi agli utenti».

Come affronterete l’aumento del numero di cittadini over 65?

«Questo è un tema centrale, su cui tra l’altro l’Usl 3 sta lavorando molto per avere un quadro aggiornato. Siamo di fronte a un “mutamento”della popolazione che non dovremmo chiamare banalmente invecchiamento. Perché in realtà moltissimi degli over 65, proprio grazie ai progressi della medicina, non corrispondono al modello tradizionale di anziano. Le politiche complessive adottate sono note: si pensi solo all’impulso verso la sanità territoriale, agli ospedali di comunità, ma anche alla stessa riorganizzazione dei medici di base nelle Medicine di gruppo integrate».

Altre criticità superate o da superare?

«Se guardo al nostro territorio vedo tre temi decisivi: strutture, stile, persone. Quanto alle strutture, i cantieri e i progetti messi in campo confermano che in questa Usl si sta facendo moltissimo. A Venezia l’ospedale è tornato a essere un organismo vivo, che dà risposte e continua a migliorarsi, e lo stesso può dirsi dell’ospedale di Chioggia. A Mestre l’Angelo è ormai riconosciuto come ospedale di punta nel sistema sanitario veneto. Lavoriamo per far fare lo stesso cammino a quelli di

Dolo e Mirano. Il nodo da sciogliere è quello di un Pronto soccorso mestrino finalmente adeguato alla pressione esercitata dall’utenza. Occorre fare le scelte giuste. Tutto il resto direi è già avviato su binari chiari» .

Simone Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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