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Elezioni a Venezia-Spinea, battaglia sul filo

Elezioni a Venezia-Spinea, battaglia sul filo

È l’unico collegio uninominale in forte bilico nel Veneto: i candidati di Pd, Lega e M5S tutti al 30%

MESTRE. Collegi uninominali, a Venezia-Spinea sarà battaglia all’ultimo elettore. Lo testimonia un’analisi di “Termometro politico”, piattaforma indipendente che si occupa di sondaggi e informazione politica, e in questi giorni ha lanciato una sua valutazione calcolando, collegio per collegio, quanto le liste e le coalizioni potrebbero prendere dal voto del 4 marzo.

E si scopre che il collegio di Venezia-Spinea all’uninominale è tra gli undici in Italia dove centrodestra, centrosinistra e Movimento Cinque Stelle se la giocano ad armi pari, con una stima di percentuale di consenso praticamente identica: quella del 30%. I candidati sono Nicola Pellicani per il Pd, Giorgia Andreuzza della Lega per il centrodestra e l’avvocato Enrico Schenato per il Movimento Cinque Stelle. Il dato del 30% nasconde ovviamente una forbice (più e meno 2,5%) spiegano dal sito di sondaggi e valutazioni politiche che ha elaborato la simulazione.

Quello di Venezia-Spinea è indiscutibilmente un collegio dove la sfida sarà all’ultimo votante, i partiti e i candidati devono darsi battaglia per primeggiare. Situazione tanto incerta visto che solo in dieci altri collegi in Italia, tutti fuori dal Veneto, troviamo una situazione simile, con le coalizioni tutte e tre vicine e appaiate. Qui prevedere oggi il vincitore è veramente più difficile. Una situazione che pone sotto i riflettori l’area veneziana, cuore della città metropolitana.

In altri collegi veneziani, invece la partita sembra già segnata. Se a Venezia-Spinea la sfida è all’ultimo elettore, visto che il capoluogo, per esempio, è città dove il centrodestra, dato per favorito, ha vinto occasionalmente (vedi il caso della giunta fucsia di Brugnaro, ndr) ma non ha una tradizione di governo dei territori; per gli altri, la partita è a favore del centrodestra, dato per favorito in tutto Veneto.

Cinquanta per cento al centrodestra, 25% al centrosinistra, 25% ai Cinque Stelle è la previsione per il collegio di Castelfranco, che comprende anche il Miranese e Martellago. Al collegio di San Donà di Piave, che comprende l’area del Veneto Orientale, è avanti al 40% il centrodestra e centrosinistra e Cinque Stelle sono al momento a pari merito al 25%.

Definito come collegio incerto, invece, quello di Chioggia dove conducono con un 35% di consensi ciascuno il centrodestra e i Cinque Stelle, che oggi sono al governo della città, mentre il centrosinistra non va oltre il 25%. E qui il Pd ha perso in corsa il proprio candidato, Lucio Tiozzo, per lasciare spazio al candidato dell’alleata Lorenzin, il senatore Dalla Tor, centrista. Questa scelta potrebbe avere un peso alla fine.

Secondo le simulazioni di “Termometro politico” regioni come il Veneto o la Lombardia vanno a premiare indiscutibilmente, per tradizione, il centrodestra che si attesta

in vantaggio, a livello nazionale, con 136 seggi contro i 33 che andrebbero al centrosinistra e i 31 in cui invece è favorito il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio. Vedremo il 4 marzo se i conti saranno scompaginati dagli elettori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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