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“Carneval dei Storti” annullato tra le accuse

La Lega attacca il sindaco di Dolo: «Doveva pensare prima alla sicurezza». Polo ribatte: «Pretesti»

DOLO. Polemiche e accuse dopo l’annuncio dell’annullamento del “Carneval dei Storti” da parte della Pro Loco e del Comune di Dolo. Il Ministero dell’Interno chiede misure di sicurezza che hanno fatto aumentare i costi. Di qui l’annullamento.

«La circolare ministeriale è stata emanata a luglio», precisa Mario Vescovi, consigliere della Lega, «il Comune ha avuto otto mesi per affrontare l’argomento con la dovuta attenzione. Mandare all’aria il tutto mi sembra più incapacità politica. Mi spiace moltissimo per i volontari della Pro Loco e delle altre associazioni che a titolo gratuito prestano il loro impegno».

Il sindaco Alberto Polo ribatte: «Mi sembra doveroso separare chi tenta di fare pretestuosa polemica politica dal reale svolgimento dei fatti. Fatti che sono stati spiegati dai volontari della Pro Loco, in primis dal presidente Salvagnini».

Anche l’ex consigliere Giovanni Fattoretto esprime il suo dispiacere: «Mi chiedo cosa stia succedendo al Comune di Dolo. La Befana sull’acqua e il mercatino antiquario cancellati. Ora anche il nostroo Carnevale. Come mai paesi vicini a noi hanno svolto il loro tradizionale carnevale senza particolari preclusioni?».

Sorpreso e dispiaciuto è Umberto Cogno, storico commerciante dolese, che nel 2011 si fece carico dell’organizzazione del Carnevale assieme all’Ascom: «L’annullamento è stato un colpo e un grande dispiacere. Mi chiedo come mai la Pro Loco non ha pensato ad alternative per fare lo stesso una festa di carnevale anche senza i carri ma prevedendo animazioni nelle varie piazze del centro. Se lo avessimo saputo prima credo che tutti ci saremo messi a disposizione».

La Pro Loco esprime il suo punto di vista: «Alcuni continuano a chiedersi perché a Dolo salta il Carnevale ed in altre località tutto sembra essere regolare. La nuova normativa è uguale per tutti ed è entrata in vigore dopo gli accadimenti di Torino. Forse è superfluo dire che a Venezia e in altri Comuni, dove il Carnevale è sempre stato un grande evento, l’apparato organizzativo non è certo da paragonare alla nostra attuale situazione. Noi volontari della Pro Loco siamo dei semplici cittadini.

Il nostro Comune si era reso disponibile a venirci incontro con i propri mezzi ma nettamente insufficienti a garantire le richieste di sicurezza per la salvaguardia delle persone e i servizi di ordine e sicurezza pubblica previsti dalla nuova normativa».

Giacomo Piran

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