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«Ragazzo speciale che amava la vita»

CHIOGGIA. Non arbitrava più da due anni, fermato da quella malattia terribile di carattere genetico che poteva essere sconfitta solo da un trapianto che purtroppo non è mai arrivato. Facevo l’arbitro...

CHIOGGIA. Non arbitrava più da due anni, fermato da quella malattia terribile di carattere genetico che poteva essere sconfitta solo da un trapianto che purtroppo non è mai arrivato. Facevo l’arbitro di calcio nelle categorie giovanili e nel calcio a 5, ma spesso e volentieri aveva anche fatto l’arbitro durante qualche amichevole allo stadio “Ballarin” . Sui social naturalmente sono postati tutti gli attestati d’affetto degli amici, dei colleghi arbitri. “Edo come semo? ” Scrive in dialetto Michele Doria, altro arbitro di calcio a 5 chioggiotto. «La sua risposta» , aggiunge, «nonostante tutto, era sempre: bene» . «Ciao Edo, fischia e fatti sentire» , scrive Evelis Boscolo. «Nei suoi discorsi», continua Michele Doria su facebook, «c’era sempre la voglia di una vita normale. Per me resterai sempre un leone

perché hai lottato per i tuoi sogni, i sogni di un giovane ragazzo pieno di vita» . E ancora c’è chi ricorda gli aneddoti più curiosi, come l’aver ricevuto un tapiro in un torneo, ma ciò che più traspare era l’umanità di questo ragazzo strappato alla vita a soli 25 anni. (d.z.)

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