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Brondolo. mercato in ripresa 

Ortomercato, gestione a rischio

Esclusa la Sst a settembre ci sarà il nuovo bando con ditte europee

CHIOGGIA. Grossi punti interrogativi sul futuro del mercato orticolo di Brondolo. Il 31 dicembre è scaduto l’affidamento della gestione a Chioggia Ortomercato del Veneto, che ora sta operando in deroga, e il bando per il nuovo affidamento, a cui potranno partecipare società anche europee, non è ancora stato fatto. L’incertezza pesa sulla possibilità di rinnovare i contratti pluriennali con chi opera da anni dentro il mercato, pesa sul mancato riconoscimento degli ammortamenti e sulla possibilità di sviluppare il master plan del 2010 che darebbe nuovi slanci al polo agroalimentare. A tracciare la precarietà del momento, richiamando la giunta a dare risposte in modo celere, è l’amministratore unico di Chioggia Ortomercato, Giuseppe Boscolo Palo che approfitta dell’occasione anche per tracciare il bilancio dell’attività 2017 alla vigilia della partenza per il Fruit Logistica di Berlino.

«Per effetto della legge Madìa», spiega Palo, «Sst è uscita dalla società che gestisce il mercato e al 31 dicembre è anche scaduto l’affidamento. Ci troviamo quindi in una sorta di limbo senza alcuna certezza sul futuro. Certamente parteciperemo al bando pubblico per il nuovo affidamento, ma sarebbe stato auspicabile che l’amministrazione avesse fatto il bando nei mesi scorsi permettendo al mercato una certa stabilità che oggi non c’è. Se fosse stata rinnovata per tempo la convenzione tra Sst e Ortomercato, con durata fino al 2050 come avevamo proposto noi mesi fa, oggi le cose sarebbero ben diverse. Saremmo rientrati dagli ammortamenti (250.000 euro l’anno), avremmo dato corso a progetti come il fotovoltaico, recuperando risorse che ci avrebbero anche permesso di procedere in autonomia con le celle frigo, il cui progetto finanziato dai Patti territoriali (450.000 euro) non è ancora partito».

Le preoccupazioni di Boscolo Palo sono evidenti e il “rimprovero” alla giunta è chiaro. «Le buone intenzioni ci sono», spiega, «ma alle promesse devono seguire atti concreti. Ci auguriamo che il bando arrivi almeno entro febbraio per pianificare i mesi futuri e dare risposte a chi tutti i giorni ci chiede garanzie sulla prosecuzione del lavoro». I dati del 2017 sono positivi anche se il raffronto con il 2016 non ha particolare significato perché era stato l’anno più nero

dell’ultimo periodo. Il fatturato di 7.014.500 euro cresce dell’86% rispetto al 2016, il conferimento diminuisce del 3.57% con 109.217 quintali. A farla da padrone è sempre il radicchio con 93.220 quintali per 5.930.600 euro di fatturato.

Elisabetta Boscolo Anzoletti

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