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I tre esperti internazionali e la sfida storica con Salisbury

CHIOGGIA. Chioggia e Salisbury in corsa per il primato mondiale. Una commissione di tre esperti internazionali di orologeria da torre sarà impegnati in una ricerca minuziosa per risalire al...

CHIOGGIA. Chioggia e Salisbury in corsa per il primato mondiale. Una commissione di tre esperti internazionali di orologeria da torre sarà impegnati in una ricerca minuziosa per risalire al documento più antico riferibile all’orologio britannico, ma il comitato locale di Sant’Andrea già è pronto a scommettere che il primato sia di Chioggia. «Siamo onorati della visita della delegazione inglese della scorsa settimana», spiega il professor Luciano Bellemo, esperto di storia locale e membro del comitato, «che testimonia ancora una volta, dopo le due visite a Chioggia di Chris McKay massimo esperto al mondo del Big Ben, dell’importanza del nostro orologio. La ricerca avviata nel 2004 lo data a prima del 26 febbraio 1386, ma noi siamo certi che sia più antico. Abbiamo più di un motivo per ritenerlo. Già nel 1340 tra Brenta e Adige avevamo una presenza cosiddetta preindustriale, una sorta di officina in cui funzionavano mulini, follones (strumenti per battere il lino) e strumenti per la lavorazione del ferro. Esiste anche prova di un processo a Venezia nel 1345 tra tre proprietari di queste officine che litigavano fra loro. Ma non solo, a Brondolo con l’arrivo dei monaci cistercensi dal 1229 si iniziò a lavorare il ferro con il carbone, la stessa lega usata per realizzare l’orologio. C’è anche la tesi, sostenuta dal noto storico locale Lombardo, per cui le date di quel periodo andrebbero tutte anticipate di un anno dato che i veneziani contavano gli anni a partire da marzo. Secondo lui quindi non dovremmo parlare di 26 febbraio 1386, come primo documento dell’orologio, ma del 26 febbraio 1385».

Lo scenario quindi è ancora aperto. Quel che è certo è che Chioggia e Salisbury hanno pezzi unici e il primato potrebbe essere assegnato per una differenza di pochi giorni. Chioggia si gode il palcoscenico internazionale, riacceso nei giorni scorsi con la presenza di cinque tra i massimi esperti mondiali di orologeria e attende che si concluda la ricerca britannica. Il gruppo di lavoro, chiamato a spulciare tutti i documenti su Salisbury, è formato dallo stesso McKay, da Keith Scobie Youngs, restauratore degli orologi monumentali della Corona, attualmente impegnato nel progetto di restauro del Big Ben e dall’italianissima Marisa Addomine. «Non è una gara», spiega la Addomine, «gli amici inglesi sono rimasti

affascinati dall’esemplare di Sant’Andrea, lo hanno ammirato e ne hanno studiato gli ingranaggi. C’è voglia sia da parte nostra che da parte loro di risalire a datazioni precise, per una verità storica che va oltre la stelletta del primato da appendersi sulla giacca». (e.b.a.)

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