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Aggressione non confermata a Jesolo, ma l'odio si scatena subito sul web

Jesolo. Esposito (comitato diritti civili) denuncia le frasi razziste scritte dopo un episodio scaturito da un racconto su Facebook. Ma alla polizia non risulta. A poche ora da Macerata sale la tensione. Il Comitato diritti civili: "Segnaliamo tutto alle forze dell'ordine"

JESOLO. Una notizie di violenza apparsa solo su Facebook e un'ondata di commenti che istigano al razzismo. Ora il comitato per i diritti civili di Jesolo vuole far luce sui nomi di chi sta alimentando odio e violenza sul litorale dopo che un cittadino jesolano ha raccontato di essere stato avvicinato da alcuni stranieri, che lui ha definito richiedenti asilo, in piazza Milano sabato verso le 13.30.

Secondo il suo racconto gli stranieri, con la scusa di chiedergli una sigaretta, avrebbero tentato di derubarlo. Lui ha detto di aver reagito per difendersi, sferrando calci e pugni per poi metterli in fuga.

Il profilo Facebook Occhio Jesolano ha subito pubblicato il post, anche se non risultano denunce alle forze di polizia. Dalle vibranti tastiere jesolane c’è chi ha inneggiato alla violenza evocando i fatti di Macerata con gli spari sui migranti e altri interventi sulla stessa scia.

Un fatto che a poche ora dall'attentato di Macerata, in cui un terrorista, Luca Traini, ha sparato contro stranieri in un attentato a sfondo razziale, ha fatto salire la tensione.

Francesco Esposito del comitato per i diritti civili, ora in Messico per assistere davanti al muro chi tenta la fuga negli Usa, è subito intervenuto dopo aver seguito la vicenda in rete. «Una denuncia di presunta aggressione da parte di quattro immigrati ai danni di uno jesolano», dice, «sta generando su questo social della stessa città un’ondata di commenti razzisti e permeati di inviti all’esclusione sociale dei profughi presenti nella comunità di via Levantina alla Croce Rossa. Qualche commento invita addirittura a farsi giustizia da soli, mentre qualcun altro invita a postare le fotografie di coloro che si ritengono responsabili di questa, sempre presunta, aggressione in modo da prendere provvedimenti di cui ci vuol poco a capire la natura».

«Dopo i tragici e vergognosi fatti di Macerata», ricorda, «riteniamo il tutto una pericolosa fucina che speriamo non vada oltre le già pericolose, per se stesse, esternazioni. Segnaliamo quindi ai responsabili delle forze dell’ordine e alla autorità competenti per l’ordine pubblico, quanto evidenziato dall’estensore della denuncia pubblica effettuata sul social e su Facebook. Chiediamo venga valutato quanto denunciato per confermare

o meno l’episodio, procedendo a rigor di legge. Siamo in piena campagna elettorale e non si possono tollerare degenerazioni che possono ottenere tragici epiloghi come appunto quelli di Macerata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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