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Insulti sul profilo Fb Perale: «Chiudetelo»

Gli avvocati del killer scrivono al social: «Sfogatoio pubblico»

SPINEA. I primi commenti - tra insulti, minacce di morte, auguri di fare la stessa fine delle sue vittime, parole cariche d’odio - erano apparsi sulla pagina Facebook di Stefano Perale poche ore dopo l’omicidio dei fidanzati Biagio Buonomo e Anastasia Shakurova, 32 e 30 anni, a metà giugno.

Con il passare dei mesi, i messaggi sono lievitati. Con una impennata a partire da venerdì della scorsa settimana, quando di Stefano Perale, il killer dei fidanzati, ha parlato la trasmissione “Quarto Grado” su Rete 4. E sul profilo del docente di inglese si è riversata un’altra potentissima ondata di odio. Tanto che ora Perale scriverà nuovamente alla società che gestisce Facebook: «Chiudete il mio profilo». Lo farà attraverso i suoi avvocati, Matteo Lazzaro e Nicoletta Bortoluzzi, rinnovando la richiesta, firmata di suo pugno e già inoltrata a fine 2017, rimasta a ora lettera morta. «C’è urgenza di procedere alla chiusura del profilo Facebook di Perale», chiarisce l’avvocato Lazzaro, «Quella bacheca è diventata uno sfogatoio pubblico, ma c’è un limite alla continenza verbale e all’educazione».

L'omicida, Stefano perale
L'omicida, Stefano perale

Insulti, sfoghi di rabbia, minacce: se ne contano a decine e decine, molti dei quali travalicano ogni limite. E per questo Perale, che è stato informato dai suoi legali di quanto sta avvenendo sulla sua bacheca Fb, ha chiesto di poter intervenire in qualche modo per chiudere la pagina. Lui, dalla cella del carcere di Santa Maria Maggiore dove è rinchiuso assieme ad altri due killer, Ciro Esposito e Mauro Padoan Cappella, nulla può fare se non inoltrare la richiesta al gestore del social network.



Una lunghissima lista di commenti che, si legge nella lettera, «creano disagio all’assistito e alla sua famiglia». E si pensa anche al futuro: «Nel corso del processo, il rischio è che la pagina venga intasata». Le 600 persone hanno scritto sulla pagina di Stefano Perale commentando uno degli ultimi post del professore, un messaggio bilingue, in italiano e inglese, per ringraziare per gli auguri di compleanno. «Desidero esprimere un grazie sincero e pieno di affetto che mi parte dal cuore e mi auguro arrivi a ciascuno ed ognuno di voi in un abbraccio ideale e pieno di riconoscenza e gioia per la vostra preziosa amicizia! Grazie ancora per i vostri fantastici auguri di buon compleanno!», aveva scritto Perale. Era il 1° giugno. Due settimane dopo, il docente avrebbe messo in pratica il suo piano. Aveva invitato a cena Biagio e Anastasia, di cui da tempo era invaghito al punto di aver perso la testa. Lei era incinta del suo compagno. In apertura di serata, ai due ospiti Perale aveva offerto un “Mimosa”. Non un cocktail normale, ma una bevanda dentro alla quale aveva sciolto diverse pastiglie di stilnox, un potente sonnifero. Biagio e Anastasia erano finiti ko. Lui, che aveva comunque qualche segno di reazione, era stato finito con una mazza in sala da pranzo. Lei, stesa sul letto, era morta non prima di essere vittima e oggetto dei filmati a sfondo sessuale che Perale aveva girato con una telecamera che aveva già predisposto in camera. Il professore aveva anche cercato di sbarazzarsi dei cadaveri, partendo da quello di Biagio. Ma dopo aver trascinato il corpo del ragazzo fino nel cortile del condominio in via Abruzzo, stremato aveva chiamato la polizia, autodenunciandosi: «Venite qua che li ho ammazzati».



Da quella notte di giugno, Perale è rinchiuso in carcere. Su di lui, tre accuse pesano come macigni: duplice omicidio aggravato, violenza sessuale e procurato aborto. Il docente di inglese è stato sottoposto nei mesi scorsi alla perizia psichiatrica - in incidente probatorio e dunque utilizzabile nel corso di un eventuale processo - disposta dalla giudice per l’udienza preliminare Marta Paccagnella. Dopo gli incontri con Perale in carcere, gli psichiatri e gli psicologi stanno ora stendendo la relazione che dovrà essere depositata in tribunale, salvo ulteriori proroghe, ai primi di marzo. Quanto contenuto nella relazione sarà determinante per la prosecuzione dell’inchiesta: Stefano Perale era semi infermo di mente quando ha messo in pratica il suo piano?

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